Assisi 2026: il Geco cerca Francesco
Alla fine il mistero viene risolto, il nostro maggiordomo ci recupera e possiamo finalmente raggiungere l’hotel. Insomma, non siamo ancora entrati veramente ad Assisi e siamo già riusciti a far correre qualcuno dietro di noi. Tenetelo a mente, perché la rincorsa diventerà una delle specialità di questo viaggio.
😂🦎
Un olivo di quattrocento anni e un Geco poco francescano
Arriviamo al BV Grand Hotel Assisi e la prima impressione è quella di un luogo che conserva volentieri un’eleganza d’altri tempi. Legno, tappeti, poltrone importanti, ferro battuto e arredi classici ci accolgono in ambienti molto diversi dai soliti alberghi contemporanei, tutti vetro e cinquanta sfumature di beige. Ad Assisi, però, quell’atmosfera funziona: sembra quasi volerci accompagnare verso la città che ci aspetta fuori.
Poi entriamo nella hall e incontro il mio primo personaggio umbro. Non un frate, non un pellegrino e nemmeno un turista. Un enorme olivo, con un tronco gigantesco e contorto, sistemato accanto a un antico pozzo in pietra. Secondo le informazioni della struttura, avrebbe circa quattrocento anni.
Mi avvicino educatamente. «Piacere, Geco Gaudenzio.» Lui non risponde. Dopo quattro secoli può permetterselo. 😂
Non posso ancora saperlo, ma quell’olivo diventerà una specie di filo verde attraverso tutto il nostro viaggio. Per ora mi limito a osservarlo, mentre la Bipede cerca di convincermi che sarebbe opportuno raggiungere la camera.
Una volta sistemati i bagagli, io individuo immediatamente la poltrona più comoda e lei comincia a organizzare il resto della giornata. Ognuno ha le proprie responsabilità. È proprio lì che trovo del materiale dedicato a San Francesco e capisco che qualcuno vuole farmi studiare.
San Francesco d’Assisi: 800 anni di storia nel 2026
Siamo arrivati ad Assisi in un anno particolare: il 2026 segna gli ottocento anni dalla morte di Francesco, avvenuta nel 1226. Tutti conosciamo il santo, almeno crediamo: il saio, la povertà, gli animali, il Cantico delle Creature. Ma prima di San Francesco c’era Francesco, un ragazzo cresciuto in una famiglia benestante, figlio di un mercante, con amici, aspirazioni e probabilmente un’idea del proprio futuro completamente diversa da quella che conosciamo noi. Le celebrazioni sono raccontate anche dal Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco.
E poi c’era Chiara, anche lei nata in una famiglia importante, con davanti una vita che sembrava già organizzata. Solo che entrambi, a un certo punto, avrebbero deciso di cambiare strada.
Mi viene un’idea: durante questo viaggio proverò a togliere mentalmente le aureole a Francesco e Chiara. Voglio conoscere i ragazzi prima dei santi, capire le loro famiglie, i sogni, le ribellioni e magari scoprire qualche marachella che le statue, comprensibilmente, preferiscono non raccontare.
Prima di iniziare questa ricerca spirituale, però, scopro la SPA dell’hotel. Piscina coperta, idromassaggio, sauna e bagno turco. Francesco rinunciò alle ricchezze; io, per il momento, faccio già fatica a rinunciare all’idromassaggio. Naturalmente, per correttezza giornalistica, devo controllare. È lavoro, capirete. 😂🦎
Cercavo Francesco, ma i Romani continuano a seguirmi
Quando finalmente usciamo, Assisi ci accoglie con le sue strade di pietra, le salite, gli archi, i passaggi stretti e le terrazze fiorite. È una città che non si mostra tutta insieme: bisogna girare un angolo, fermarsi, guardare in alto e magari tornare sui propri passi perché nel frattempo qualcosa ha catturato l’attenzione.
Io sono preparatissimo. Assisi significa Medioevo, Francesco, Chiara, basiliche e spiritualità. Poi giro l’angolo e mi ritrovo davanti al teatro romano di Assisi.
No. Non è possibile. Ancora loro.
Vado a Roma e trovo i Romani, fin qui niente da eccepire. Ma poi viaggio per l’Italia e continuano a saltare fuori. Arrivo ad Assisi per cercare Francesco e Chiara e cosa incontro praticamente all’inizio della visita? I Romani. Amici bipedi, ormai ne sono certo: Roma mi perseguita. 😂
Questa scoperta, però, mi ricorda che Assisi non comincia affatto con Francesco. Prima della città medievale esisteva l’antica Asisium, e quindi il nostro viaggio negli ottocento anni del santo ci ha già costretti ad andare molto più indietro. Prendo mentalmente appunti, mentre la guida continua a camminare con un passo che lascia poco spazio alle riflessioni archeologiche.
La Cattedrale di San Rufino e i giovani Francesco e Chiara
Tra vicoli, pietre consumate e scorci sulla valle arriviamo alla Cattedrale di San Rufino. Qui Francesco e Chiara tornano davanti a noi, ma provo a guardarli in modo diverso. Prima delle aureole erano due bambini cresciuti tra queste strade e, secondo la tradizione, entrambi furono battezzati proprio nel fonte conservato nella cattedrale.
A proposito di battesimi, scopro anche una leggenda piuttosto curiosa. Un antico racconto parla di un misterioso pellegrino che avrebbe chiesto di fare da padrino al piccolo Francesco e che, terminata la cerimonia, sarebbe scomparso. Naturalmente è una leggenda, non una certezza storica, ma ammetterete che cominciare la propria vita con un padrino che sparisce senza lasciare recapito è un dettaglio interessante.
Io ho appena avuto difficoltà a farmi trovare dal driver dell’hotel. Evidentemente ad Assisi i problemi di localizzazione hanno una tradizione antichissima. 😂🦎
Davanti alle immagini di Francesco e Chiara provo dunque a fare il mio esperimento. Tolgo mentalmente le aureole e immagino due giovani di Assisi, con famiglie, aspettative e un futuro che, almeno all’inizio, doveva sembrare già scritto. Il santo può apparire irraggiungibile, ma il ragazzo no. Il ragazzo può sbagliare, desiderare, cambiare idea e perfino ribellarsi.
È da lì che voglio partire, senza raccontare tutto subito. Ottocento anni non si possono infilare nella prima passeggiata, soprattutto quando c’è un problema molto più urgente da affrontare: la nostra guida.
Una rocciata, una guida in fuga e le priorità del Geco
Ricordate il driver dell’hotel che all’arrivo correva dietro a noi? Ecco, qualcuno deve avergli passato il testimone, perché adesso siamo noi a rincorrere la guida. La nostra accompagnatrice procede a un ritmo notevole, mentre noi vorremmo fotografare, osservare, leggere, curiosare e possibilmente non lasciare qualche zampa lungo il percorso.
Poi succede l’irreparabile. Passiamo davanti alla Pasticceria Sensi di Assisi e la Bipede rallenta. Io mi fermo. La guida continua.
In vetrina c’è la rocciata di Assisi.
Amici miei, nella vita bisogna avere delle priorità. 😂
La rocciata di Assisi: ingredienti e tradizione umbra
Entriamo per un approfondimento culturale assolutamente indispensabile. La rocciata è uno dei dolci tradizionali umbri: una sfoglia sottile arrotolata intorno a un ripieno di frutta, con mele, noci, uvetta e altri ingredienti che cambiano secondo le ricette di famiglia e le tradizioni locali. Il nome richiama proprio l’idea dell’arrotolare e, nella zona di Spoleto, una preparazione affine è conosciuta come attorta.
Nella versione della Pasticceria Sensi, presente ad Assisi dal 1969, troviamo marmellata di albicocca, mele, noci, uvetta, pinoli, mandorle e cannella. Praticamente un’intera dispensa che ha deciso di andare a vivere dentro una sfoglia.
Naturalmente dobbiamo assaggiarla. Noi facciamo informazione e certe verifiche non possono essere delegate.
La rocciata è uno di quei dolci che raccontano molto bene la cucina di casa, fatta di ingredienti semplici, frutta conservata e ricette tramandate. Tradizionalmente legata anche alle feste autunnali e natalizie, oggi si trova durante tutto l’anno. Una conquista della civiltà che mi sento di approvare senza riserve.
Mentre approfondiamo la cultura gastronomica umbra, però, la guida continua ad approfondire Assisi. Sempre più lontano. Ci ritroviamo così a camminare spediti cercando contemporaneamente di mangiare la rocciata, raggiungere il gruppo e non perderci qualche meraviglia lungo la strada.
Francesco predicava la semplicità. Noi siamo riusciti a complicare persino la merenda.
E non è finita, perché scopriamo anche che la Pasticceria Sensi effettua spedizioni. Quindi attenzione, amici bipedi: potete fuggire da Assisi, ma la rocciata può raggiungervi. 😂🦎
Il primo indizio di una storia lunga ottocento anni
Quando finalmente torniamo in albergo, mi accomodo e ripenso alle prime ore del nostro viaggio. Siamo arrivati facendo correre il driver dietro di noi, abbiamo conosciuto un olivo di quattrocento anni, trovato una SPA che ha messo in crisi la nostra vocazione francescana e scoperto che persino ad Assisi i Romani continuano a inseguirmi.
Ma soprattutto abbiamo cominciato a guardare Francesco e Chiara in un modo diverso. Non più soltanto due figure da ammirare nelle chiese, bensì due ragazzi cresciuti tra quelle stesse strade, con famiglie, desideri e scelte ancora tutte da compiere.
Non sappiamo ancora come Francesco sia diventato San Francesco. Per ora abbiamo soltanto iniziato a cercarlo, e forse è proprio questo il bello. Per capire l’uomo che otto secoli dopo continua ad attirare persone da ogni parte del mondo, dobbiamo prima conoscere quello che c’era prima dell’aureola.
Intanto ho scoperto la prima legge fondamentale di Assisi: qui qualcuno deve sempre rincorrere qualcun altro. All’arrivo il driver inseguiva noi, durante la visita noi inseguivamo la guida e, nel frattempo, io continuo a inseguire un ragazzo vissuto ottocento anni fa.
Domani cambieremo scenario e andremo a Perugia, dove ci aspettano storie di papi, condottieri, famiglie poco inclini alla diplomazia e una città nascosta sotto un’altra città. Ma soprattutto ci aspetta il cioccolato, e ho il sospetto che anche lì dovrò fare qualche sacrificio in nome della ricerca.
Per il momento il bilancio è soddisfacente. La Bipede ha capito che serviranno scarpe molto comode, io ho capito che l’aureola di Francesco dovrà aspettare ancora un po’ e il vecchio olivo della hall continua a guardarci in silenzio.
Quattrocento anni e nemmeno una parola.
Io, invece, dopo una sola giornata avrei già parecchio da raccontare.
Ma prima, amici bipedi, qualcuno mi passi un’altra fetta di rocciata.
La ricerca spirituale mette appetito. 😂🦎
Si ringrazia l’organizzazione di WTE
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
Composizione grafica da fotografie originali di GoditilaVita, realizzata con supporto AI
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