Quando Sanremo era la porta della Costa Azzurra
Quando dici Sanremo, oggi succede una cosa abbastanza prevedibile.
Qualcuno pensa immediatamente al Festival di Sanremo, qualcun altro all’Ariston, altri ancora ai fiori. Io, che sono Geco Gaudenzio e ho una certa propensione a infilare le zampette dove la storia ha lasciato qualche traccia, questa volta ho deciso invece di guardare indietro.
Parecchio indietro.
Perché c’è stata una Sanremo elegante e internazionale che non aveva bisogno di una settimana televisiva per sentirsi al centro del mondo. Una città di grandi alberghi, ville eleganti, giardini, casinò e viaggiatori stranieri.
A farmi venire voglia di cercarla è stata una conversazione con la fotografa Angela Tagliabue.
Tra fotografie e ricordi, Angela mi ha raccontato una frase che mi è rimasta immediatamente appiccicata alle zampette:
«Da Sanremo a Cannes era la Costa Azzurra».
Naturalmente non è una definizione geografica. Ma forse proprio per questo mi ha incuriosito.
Perché certe frasi non raccontano i confini.
Raccontano un’epoca.
Quando l’Europa elegante arrivava a Sanremo
Per comprenderla bisogna tornare indietro ben oltre gli anni Cinquanta.
Nella seconda metà dell’Ottocento Sanremo si afferma progressivamente come località di soggiorno internazionale. Il clima mite, il mare e la vegetazione della Riviera attirano una clientela proveniente da diversi Paesi europei.
L’arrivo della ferrovia nel 1872 contribuisce allo sviluppo turistico della città e rende più agevoli i collegamenti.
Sanremo cambia volto.
Nascono ville, giardini e grandi alberghi. La città si prepara ad accogliere visitatori abituati ai luoghi più eleganti d’Europa e alcuni edifici che ancora oggi ne caratterizzano il paesaggio nascono proprio durante quella stagione.
Tra i personaggi che legano il proprio nome a Sanremo c’è anche l’imperatrice russa Maria Aleksandrovna, moglie dello zar Alessandro II, che vi soggiorna durante l’inverno tra il 1874 e il 1875.
È un turismo molto diverso da quello che conosciamo oggi.
Non si arriva per un fine settimana con il trolley. Si trascorrono sulla Riviera periodi lunghi, si frequentano alberghi, giardini e salotti e ci si sposta lungo la costa.
Sanremo e la Riviera verso la Francia
La posizione geografica di Sanremo fa il resto.
Il confine francese è vicino e, proseguendo verso ponente, si incontrano Mentone, Monaco, Nizza e Cannes.
È in questo contesto che il ricordo di Angela acquista significato: non perché la Costa Azzurra iniziasse ufficialmente a Sanremo, ma perché la città viveva all’interno di un grande itinerario turistico internazionale che proseguiva verso la Riviera francese.
Io sulla questione dei confini, peraltro, ho un vantaggio: sono un geco.
Se vedo un muro interessante, generalmente lo considero un suggerimento più che un ostacolo. 🦎
Il Casinò e la Sanremo elegante
All’inizio del Novecento arriva un altro protagonista fondamentale.
Il Casinò di Sanremo viene inaugurato nel 1905.
L’edificio non rappresenta soltanto il gioco. Diventa uno dei luoghi della vita mondana e culturale cittadina, ospitando nel tempo spettacoli e appuntamenti che contribuiscono all’immagine elegante della località.
Sanremo possiede ormai molti degli ingredienti delle grandi destinazioni turistiche europee: alberghi, ville, giardini, clima favorevole, mondanità e spettacolo.
Le guerre interrompono inevitabilmente quella stagione.
Ma non cancellano la vocazione internazionale della città.
Gli anni Cinquanta cambiano Sanremo
Dopo la Seconda guerra mondiale l’Europa ha voglia di ricominciare.
Gli anni Cinquanta portano nuovi consumi, automobili, cinema, musica e soprattutto il desiderio di tornare a viaggiare e divertirsi.
Sanremo entra nel nuovo decennio con un patrimonio turistico costruito durante quasi un secolo.
Poi, nel 1951, succede qualcosa destinato a modificarne per sempre l’immagine.
Nasce il Festival della Canzone Italiana.
Dimenticate per un momento l’Ariston, i social, il televoto e quella settimana durante la quale diventiamo tutti improvvisamente critici musicali.
Le prime edizioni si svolgono al Casinò.
La prima serata viene trasmessa alla radio il 29 gennaio 1951. Le canzoni in gara sono venti e a interpretarle soltanto tre artisti: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano.
Pensare al Festival di oggi e poi immaginare quella sala del Casinò fa quasi sorridere.
Eppure è da lì che comincia una storia enorme.
Nel 1955 Sanremo entra nelle case degli italiani
Quattro anni dopo arriva un’altra svolta.
Nel 1955 il Festival di Sanremo viene trasmesso per la prima volta dalla televisione italiana, le cui trasmissioni regolari erano iniziate appena l’anno precedente.
Sanremo può adesso entrare nelle case anche attraverso le immagini.
La città che per decenni aveva costruito la propria fama accogliendo fisicamente i viaggiatori comincia a essere conosciuta anche da chi non ci è mai stato.
Méditerranée: nel 1955 Parigi guarda al mare
Proprio il 1955 è l’anno che ritorna anche nella conversazione con Angela.
A un certo punto compare un titolo: Méditerranée.
La ricerca ci porta a Parigi.
Il 17 dicembre 1955 debutta al Théâtre du Châtelet Méditerranée, operetta a grande spettacolo in due atti e venti quadri, con musiche di Francis Lopez e libretto di Raymond Vincy.
Tra gli interpreti troviamo Tino Rossi, cantante e attore francese già popolarissimo, e Fernand Sardou.
È importante, però, distinguere ciò che possiamo documentare dai ricordi legati a quell’epoca.
Le fonti consultate confermano la produzione teatrale parigina. Non abbiamo invece elementi documentali che permettano di collegarla a un film realizzato a Sanremo.
E quindi ci fermiamo qui.
Anche perché ciò che sappiamo con certezza è già abbastanza affascinante.
Nel 1955, mentre Sanremo entra nelle case degli italiani attraverso la televisione, uno dei grandi teatri parigini mette in scena uno spettacolo che sceglie come titolo una sola parola:
Méditerranée.
Mediterraneo.
Il Mediterraneo diventa un luogo da desiderare
Quel titolo sembra raccontare perfettamente qualcosa che sta accadendo nell’Europa del dopoguerra.
Il Mediterraneo non è più soltanto uno spazio geografico. Diventa progressivamente un’immagine fatta di sole, mare, musica, viaggi e libertà.
Cinema, fotografia e riviste contribuiscono a diffonderla.
La Costa Azzurra ne è uno dei grandi palcoscenici.
Cannes ha già il suo Festival internazionale del cinema. Monte Carlo possiede una lunga tradizione mondana e culturale. Nizza è una destinazione turistica conosciuta ben oltre i confini francesi.
A pochi chilometri, Sanremo trova invece una strada tutta sua.
La musica.
Non deve diventare Cannes o Monte Carlo. Costruisce progressivamente un’identità differente, destinata a renderla riconoscibile in tutto il mondo.
Ed è forse proprio questo il passaggio più interessante.
Sanremo non nasce internazionale con il Festival.
Lo era già.
Il Festival prende quella vocazione e le dà una voce nuova.
Le fotografie raccontano quello che i libri dimenticano
A questo punto torno da dove ero partito.
Dalle fotografie.
Angela Tagliabue è fotografa e il suo rapporto con Sanremo passa anche attraverso le immagini e la memoria della città.
Una fotografia d’epoca non registra soltanto un monumento.
Ci mostra come erano vestite le persone, quali automobili circolavano, come apparivano gli alberghi, quali insegne occupavano le strade e come venivano vissuti i luoghi.
Sono particolari apparentemente minuscoli.
Ma messi insieme ricostruiscono un mondo.
Guardando le immagini della Sanremo di allora diventa più facile immaginare una città frequentata da una clientela internazionale e inserita in un itinerario che proseguiva naturalmente verso la Francia.
E improvvisamente quella frase torna in mente: «Da Sanremo a Cannes era la Costa Azzurra».
Non importa stabilire se qualcuno l’abbia mai scritto su una guida turistica.
Conta comprendere il mondo che quella frase riesce ancora a evocare.
Prima del Festival c’era già il mondo
Alla fine di questo piccolo viaggio nel tempo mi rimane soprattutto una convinzione.
Il Festival non trasforma improvvisamente una cittadina ligure in una località internazionale.
Trova una città che da decenni è abituata ad accogliere viaggiatori provenienti da altri Paesi e ne trasforma l’immagine.
Prima erano stati i treni e i grandi viaggiatori europei a portare il mondo a Sanremo.
Poi arrivano la radio e la televisione e accade il contrario:
è Sanremo a partire per il mondo.
E questa, permettetemi, è una storia parecchio più interessante di quanto immaginassi quando ho cominciato a ficcare il muso nelle vecchie fotografie.
Cosa vedere a Sanremo oltre l’Ariston
Quando arriverete a Sanremo vi propongo quindi un esperimento.
Naturalmente potete andare davanti all’Ariston.
Una fotografia ci sta.
Io probabilmente mi arrampicherei sull’insegna, ma mi hanno spiegato che non sarebbe considerato un comportamento particolarmente elegante.
Poi però continuate.
Guardate il Casinò di Sanremo, le ville, i giardini e gli edifici della città elegante.
Provate a immaginare i viaggiatori che arrivavano qui quando viaggiare significava portarsi dietro bauli invece di discutere se il trolley misuri due centimetri più del consentito.
E infine guardate verso ponente.
La Francia è vicinissima.
Oggi sappiamo perfettamente dove termina l’Italia e dove comincia la Côte d’Azur. La storia, però, racconta anche di persone, mode e viaggiatori che per decenni hanno percorso questa Riviera creando legami che una linea sulla carta geografica non riesce a mostrare.
Forse è proprio questo che Angela Tagliabue ha racchiuso in quella frase:
«Da Sanremo a Cannes era la Costa Azzurra».
Non una lezione di geografia.
Una fotografia di un’epoca.
E sapete come sono fatto: davanti a una vecchia fotografia io devo sempre andare a vedere cosa c’è fuori dall’inquadratura. 🦎
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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