Buen Camino di Zalone: risate e umanità in cammino
Cosa succede quando un figlio di papà ricco sfondato, abituato a oziare in piscina servito da filippini e contornato da modelle, si ritrova a camminare per 800 km sotto il sole cocente?
Succede Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone, che ci racconta con il suo solito stile ironico (e un po’ corrosivo) un viaggio comico e umano lungo il Cammino di Santiago.
E io, Geco Gaudenzio – esperto di viaggi, avventure e situazioni improbabili – non potevo che seguirlo passo dopo passo… o quasi. Che io ho le zampette corte.
Da divani di lusso a letti a castello
Checco, nel film, è il figlio unico del potente Eugenio Zalone, produttore di divani di fama mondiale. La sua vita è un cliché da manuale del ricco fannullone: villa con piscina, fidanzata modella messicana, yacht, amici nullafacenti e una totale avversione per qualsiasi forma di sforzo.
Ma la pacchia finisce quando riceve una chiamata urgente dalla sua ex moglie: la figlia Cristal è sparita.
Sì, si chiama proprio Cristal, come lo champagne. Il motivo? Ha mollato tutto per mettersi in cammino verso Santiago di Compostela, in cerca di se stessa e, forse, anche di un padre.
Un viaggio che fa male… alle caviglie (e al cuore)
Controvoglia, Checco parte per ritrovare la figlia. Ma per farlo dovrà mettersi in cammino, come una pellegrina qualsiasi, lungo 800 km di polvere, ostelli fatiscenti, cibo scarso e zero comfort.
Ed è lì, passo dopo passo, tra borghi sperduti, zuppe indigeste e letti scomodi, che inizia la vera trasformazione.
Il film non è solo una sequenza di gag, ma anche un racconto di riconciliazione tra un padre assente e una figlia in fuga, tra il lusso finto e la semplicità autentica. Un Checco Zalone che si sporca le mani (e le scarpe) e lascia affiorare qualcosa di più profondo.
L’arte di sembrare scemo e dire cose intelligenti
Lo diciamo piano ma chiaro: solo un comico molto intelligente riesce a sembrare così svampito.
Zalone ha un talento unico nel creare personaggi che sembrano ridicoli, ma che in realtà sono lo specchio perfetto delle contraddizioni della nostra società.
In Buen Camino, prende in giro (con affetto, ma senza pietà) l’ossessione per la ricchezza, il vuoto affettivo travestito da lusso, i rapporti familiari tossici, il turismo spirituale alla moda, e pure un po’ se stesso.
È la sua comicità: finta ingenua, a volte cinica, ma sempre vera.
Fa ridere, ma lascia anche quel retrogusto amaro che ti fa dire: “Aspetta, però questa cosa… è vera.”
Cosa ne pensa la critica?
Le recensioni sono arrivate puntuali, come i crampi al trentesimo chilometro:
- Corriere della Sera: “Una commedia più matura, dove l’ironia lascia spazio a una sottile tenerezza familiare.”
- La Repubblica: “Zalone cammina tanto, ma a volte fatica a trovare il ritmo giusto. Alcune gag funzionano benissimo, altre meno.”
- MyMovies: “Un film onesto, con un protagonista in cerca di umanità vera. Non il più esplosivo dei suoi, ma sincero.”
- ComingSoon: “Un viaggio comico e malinconico, che guarda al cambiamento con ironia e leggerezza.”
Dove il film colpisce nel segno
- Il rapporto padre-figlia è il vero cuore del film.
- Le ambientazioni del Cammino sono realistiche e suggestive.
- Le gag più forti sono quelle sottili, non urlate.
Dove zoppica (ma senza vesciche gravi)
- Alcune battute risultano già sentite.
- La trama è semplice e prevedibile.
- Alcuni personaggi secondari meritavano più spazio.
Perché andarlo a vedere?
Perché è un film divertente, umano e ricco di verità scomode dette col sorriso.
Perché Checco non si limita a far ridere: cammina, suda, sbuffa… e ci racconta qualcosa di noi.
Perché riesce ancora una volta a mettere lo specchio davanti all’Italia, anche se con qualche inciampo.
E poi, ammettiamolo, vedere un riccone sudare in un ostello ha sempre un certo fascino.
Il consiglio del Geco Gaudenzio
Andate a vederlo con qualcuno con cui fareste volentieri 800 km a piedi.
E quando uscite dalla sala, fate due passi.
Perché alla fine, non serve uno yacht per essere felici. A volte basta camminare insieme.
Cinema? Sì, ma a prezzo da pellegrino!
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Più pellegrini, meno milionari!
Buen Camino a tutti, e ricordate: a volte, per ritrovarsi, bisogna perdersi un po’.
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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