Giallo in Liguria: Il banchiere nero e la verità
La Liguria, si sa, è terra di sole, basilico e focaccia. Ma nasconde anche ombre lunghe e segreti sussurrati dal vento tra i borghi dell’entroterra. E in questo scenario suggestivo si muove Il banchiere nero e la bambina scomparsa, romanzo di Ippolito Edmondo Ferrario, che ci trascina in un’indagine fredda come il marmo e calda come un vecchio rancore mai sopito.
Siamo nella Valle Argentina, a due curve dalla glamour Sanremo e a tre passi dal mistero. Qui, tra il 1968 e il 1969, il rapimento della giovane Maria Teresa Rebaudo – tredici anni appena – getta un’ombra cupa sul piccolo paese di Badalucco, già vicino alla famigerata Triora, il borgo delle streghe.
Una storia vera? No. Ma potrebbe benissimo esserlo. Perché Ferrario, maestro del noir italiano, sa calibrare perfettamente fiction e realtà, trasformando i paesaggi italiani in set cinematografici naturali dove ogni pietra può nascondere un segreto.
Chi è il Banchiere Nero?
Il protagonista dell’indagine non è un poliziotto, né un detective da romanzo rosa. È Raoul Sforza, soprannominato “il banchiere nero“: uomo cinico, calcolatore, legato a doppio nodo con ambienti oscuri e poteri deviati. Un passato torbido, uno sguardo di ghiaccio e un’ossessione personale per la verità che lo rende più efficace di mille commissari.
Già amico della seconda vittima, Osvaldo Russo, il nostro “eroe per caso” si trova coinvolto nel ritrovamento del suo cadavere, avvenuto decenni dopo il primo delitto. E da lì, la miccia si accende.
La trama: cold case e ombre antiche
Tutto parte da un cold case: la scomparsa della giovane Maria Teresa Rebaudo nel dicembre del 1968. La ritroveranno solo otto mesi dopo, senza vita, in una casa abbandonata nei pressi di Triora.
Dopo oltre cinquant’anni, il ritrovamento del corpo di Osvaldo Russo, originario di Milano, getta nuove ombre su quel caso già irrisolto. Suicidio? Vendetta? Coincidenze?
Ma si sa, nelle terre di streghe e misteri, le coincidenze puzzano sempre di zolfo…
L’autore: Ippolito Edmondo Ferrario
Classe 1976, milanese verace, Ippolito Edmondo Ferrario non è solo uno scrittore: è un narratore urbano e paesaggista noir. Giornalista, storico, documentarista, con una passione per le storie torbide che affondano le radici nella storia d’Italia.
Ha firmato diverse indagini per il personaggio di Raoul Sforza, portando i suoi lettori tra Milano, il lago Maggiore, e ora anche nella Liguria più misteriosa.
Ferrario è uno di quegli autori che scrive come un regista: ogni scena è nitida, cinematografica, immersiva. E ogni romanzo è un viaggio tra l’anima nera dei luoghi e quella – spesso più cupa – delle persone.
Le atmosfere: Triora e la Valle Argentina
Uno dei punti forti di questo libro è senza dubbio l’ambientazione.
La Valle Argentina, con i suoi borghi sospesi nel tempo, fa da sfondo a un’indagine avvolgente. Qui ogni angolo ha una storia. E Triora, celebre per i processi alle streghe nel Cinquecento, aggiunge un alone quasi magico e inquietante alla narrazione.
È come se il male antico fosse ancora lì, seduto su un muretto a osservare chi osa scavare troppo nel passato.
Perché leggerlo?
- Perché è un giallo italiano ben scritto, realistico e mai banale
- Perché Raoul Sforza è un personaggio potente, ambiguo, che lascia il segno
- Perché la scrittura di Ferrario è fluida, tagliente e ricca di tensione
- Perché ci riporta alla bellezza dei luoghi italiani e alla loro anima più nascosta
- Perché, diciamolo, i gialli con i banchieri sinistri sono sempre affascinanti (e un po’ ci fanno vendetta sociale 😏)
Dove trovarlo?
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Un giallo che ti resta addosso
Il banchiere nero e la bambina scomparsa non è solo un giallo. È una discesa nelle paure collettive, nei silenzi di provincia, nei fantasmi che non vogliamo affrontare. Ma è anche un bellissimo omaggio alla nostra Italia: complessa, malinconica, bellissima e a volte… pericolosa.
E poi diciamocelo: un libro così va letto con la luce soffusa, un bicchiere di rosso, e il telefono in modalità aereo. Perché una volta entrati nella Valle Argentina, uscirne non sarà così facile.
E forse… non vorrai nemmeno farlo. 🦎
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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