Ricardo e la pittura, l’arte che insegna a vivere
C’è un film che, più che raccontato, andrebbe guardato con gli occhi del cuore.
Si chiama Ricardo e la pittura, ed è un inno all’arte, alla bellezza e a una vita vissuta con passione assoluta per i colori, le forme e, soprattutto, per la condivisione.
A firmarlo è Barbet Schroeder, regista che ha attraversato decenni di cinema senza mai perdere il gusto per l’umanità.
Dopo aver esplorato gli abissi del potere e del male, Schroeder torna con una carezza cinematografica:
un ritratto intenso e delicato del suo amico Ricardo Cavallo, artista argentino naturalizzato francese, eremita pittore e poeta visivo.
Dal 27 novembre, nelle sale italiane, Ricardo e la pittura ci invita a entrare nella vita di un uomo che ha fatto della pittura non un lavoro, ma un modo di respirare.
Un viaggio nei colori del mondo (e dell’anima)
Il film si snoda come una tela in divenire, passando da Buenos Aires al Finistère in Bretagna, con tappe a Parigi e in Perù.
Un viaggio reale e simbolico, tra paesaggi e volti, tele e ispirazioni, che attraversa secoli di storia dell’arte per farci vedere il mondo attraverso gli occhi di Ricardo.
E fidati, vedere con gli occhi di Ricardo è un’esperienza che non si dimentica.
Con semplicità e umiltà, Cavallo ci conduce in un flusso visivo che mescola Manet, Picasso, i ritratti del Fayum, la grotta di Chauvet e i disegni dei bambini.
Tutto è connesso. Tutto vibra.
Un artista? No, un monaco della pittura
Ricardo Cavallo non è solo un pittore: è una figura quasi mistica.
Vive in una grotta-atelier, con le finestre sempre aperte per “non sentire la differenza di temperatura” tra il dentro e il fuori.
Dipinge come respira, mangia riso per scelta e si dedica a insegnare pittura ai bambini del suo villaggio.
Schroeder lo paragona a San Francesco, con quel misto di umanità, generosità e attenzione verso l’altro che disarma.
Lo definisce “un santo moderno”. E forse, in un mondo pieno di filtri e di immagini costruite, è proprio quello che ci serviva.
Quando l’amicizia diventa arte
Il legame tra Schroeder e Cavallo non è solo biografico. È alchemico.
Si conoscono da oltre quarant’anni, e il film è il frutto di quella complicità rara tra due spiriti liberi,
che hanno scelto di inseguire la bellezza invece della fama.
Il regista racconta che Cavallo intuiva spesso cosa lui desiderasse in scena.
Un’intesa quasi telepatica che trasforma il documentario in una dichiarazione d’amore all’amicizia e alla libertà creativa.
Nessun effetto speciale, solo verità
Girato con telecamere leggere, luci naturali e una buona dose di “incidenti felici”,
Ricardo e la pittura è un film vivo. Un film che respira.
Niente colpi di scena costruiti o twist hollywoodiani: la magia è nei gesti piccoli, quelli veri.
Un pennello che scivola, una cornice disegnata con le dita, un bambino che impara a guardare davvero.
La pittura come linguaggio universale
Tra un paesaggio bretone e un tuffo nella storia dell’arte, emerge una domanda che sembra semplice ma apre orizzonti:
da chi è iniziata la grande avventura della natura dipinta?
Ricardo parte da Annibale Carracci, passa per Caravaggio, arriva agli Impressionisti,
e lo fa con la leggerezza di chi racconta una storia antica e viva allo stesso tempo.
Invece dei draghi, le tele; invece delle principesse, la luce.
Un finale da incorniciare
Il film si chiude con i bambini della scuola di Saint-Jean-du-Doigt, dove Ricardo insegna pittura.
Non è solo un momento tenero: è l’essenza stessa del film, l’arte come dono e come condivisione.
Quando Ricardo afferma: “Sarebbe bello poter continuare a vivere questa felicità così, ogni giorno”, capisci che quella felicità è reale.
E che per 90 minuti la puoi vivere anche tu.
Perché vedere Ricardo e la pittura?
Perché è una boccata d’ossigeno. Perché ricorda che seguire una vocazione è possibile.
Perché mostra che anche nel silenzio può esserci gioia.
Perché ti farà venire voglia di prendere un pennello, anche se non sai distinguere un guazzo da un acquerello.
Uscirai dal cinema con gli occhi più pieni e il cuore più leggero.
La pittura è viva. E ci riguarda tutti
Se pensi che la pittura sia roba da musei polverosi, Ricardo e la pittura ti farà cambiare idea.
Ti insegnerà a guardare, ma anche a sentire: a riconoscere la bellezza nei dettagli,
a dare valore al gesto lento e consapevole.
E poi, diciamolo: in un mondo che corre, fermarsi davanti a un quadro è rivoluzionario.
🎟️ Goditi il film… e anche lo sconto!
E se ti stai chiedendo “Ma quanto mi costa questa meraviglia?”, rilassati.
Se sei iscritto a Goditilavita.it, hai accesso ai biglietti scontati per le maggiori multisala d’Italia.
Sì, arte e risparmio possono andare d’accordo. Basta seguire il geco giusto! 🦎😉


Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
*************************************
Contributo in liberalità di 0,15 centesimi di euro al giorno per l’annualità, per l’scrizione al Club di Gaudenzio e per nucleo famigliare (oppure 0,07 centesimi di euro per i singoli) CLICCA per connetterti e avere tutti i vantaggi riservati agli iscritti
Tutte le info le trovi sul “Chi Siamo” alla sezione “FAQ”
– Vuoi una video intervista su misura per il tuo esercizio o solo per far conoscere e condividere la tua passione? Gaudenzio ha tantissimi amici a cui piaceresti.
– Cerchi idee per il tuo tempo libero?– Non trovi il tuo spettacolo o concerto?
– Vuoi trovare ciò che cerchi ad un prezzo “esclusivo” per te e tutti i tuoi amici?
– Vuoi un pacchetto tutto incluso: viaggio, biglietto, hotel?







