Sanremo e Ospedaletti, detective nel blu
Basta una scaletta che scende verso gli scogli, il Mar Ligure davanti agli occhi e una domanda molto seria: chi sta nuotando là sotto?A questo punto entro in scena io, Geco Gaudenzio.Sombrero momentaneamente a riposo, maschera pronta e zampette ben salde sulla roccia.
Perché tra Sanremo e Ospedaletti anche pochi metri d’acqua possono trasformarsi nella scena di una piccola indagine naturalistica.
Mare tra Sanremo e Ospedaletti
Il mare tra Sanremo e Ospedaletti è uno di quei luoghi che cambiano completamente quando si smette di guardare soltanto l’orizzonte.
La costa del Ponente ligure alterna tratti rocciosi, spiagge e piccoli accessi al mare.
Dove l’acqua è limpida e il fondale si avvicina agli scogli, basta osservare con calma per accorgersi che sotto la superficie c’è un discreto traffico.
Altro che ora di punta.
Pesci argentati passano in gruppo, altri si infilano velocemente tra le rocce, qualcuno rimane immobile cercando di diventare invisibile.
Con risultati alterni, almeno quando nei paraggi c’è un Geco detective.
Da Sanremo verso Ospedaletti
Questo viaggio arriva quasi naturalmente dopo il nostro racconto su quando Sanremo era la porta della Costa Azzurra.
Lì abbiamo seguito le tracce di una Sanremo d’altri tempi, frequentata da viaggiatori, aristocratici e personaggi che sceglievano la Riviera per il clima e per quell’atmosfera internazionale che ancora oggi si percepisce passeggiando per la città.
Questa volta facciamo qualche chilometro verso Ponente e, soprattutto, abbassiamo lo sguardo.
Perché mentre sopra il livello del mare passa la storia, sotto la superficie continua un’altra vita.
Ospedaletti tra clima mite e villeggiatura
Anche Ospedaletti appartiene a quella storia della Riviera ligure che tra Ottocento e primo Novecento conquistò una fama internazionale grazie soprattutto alla dolcezza del clima.
Le località della costa ligure divennero infatti mete ricercate per i soggiorni climatici, attirando visitatori italiani e stranieri.
Un contesto storico raccontato anche dalla Treccani nelle pagine dedicate alle stazioni climatiche italiane, dove Ospedaletti compare nel panorama delle località apprezzate proprio per le sue caratteristiche ambientali e climatiche.
Il borgo e il mare hanno così camminato insieme per molto tempo, prima attraverso la vita quotidiana della costa e poi con lo sviluppo della villeggiatura e del turismo.
Io, naturalmente, apprezzo moltissimo il concetto di soggiorno climatico.
Se poi comprende anche una roccia al sole, considero il servizio completo.
Geco detective sugli scogli
Prima regola dell’investigatore marino: stare fermi.
Seconda regola: guardare.
Terza regola: quando il Bipede domanda «ma cosa stai facendo da dieci minuti?», rispondere con aria professionale «sto lavorando».
Da una scaletta sugli scogli, nelle giornate di mare calmo, alcuni pesci possono essere osservati persino senza maschera.
Le forme più facili da notare sono spesso quelle argentate che si muovono vicino alla costa.
Poi si comincia a distinguere un pesce dall’altro.
E l’indagine diventa decisamente più divertente.
Pesci del Mar Ligure vicino agli scogli
Salpe, saraghi e occhiate
Tra gli abitanti delle acque costiere mediterranee possiamo incontrare le salpe, riconoscibili per il corpo argentato attraversato da sottili linee dorate.
I saraghi, invece, frequentano volentieri gli ambienti rocciosi e possono comparire anche a profondità accessibili a chi pratica snorkeling.
Poi ci sono le occhiate, eleganti e veloci, con quella caratteristica macchia scura vicino alla coda che aiuta a riconoscerle.
Caso risolto?
Macché.
Ho appena visto passare qualcun altro.
Donzelle, tordi e maestri del nascondino
Mettendo la maschera, la prospettiva cambia.
Tra rocce e vegetazione marina possono comparire le colorate donzelle e diverse specie comunemente chiamate tordi, abitanti frequenti degli ambienti costieri mediterranei.
Per i detective più pazienti ci sono poi bavose e ghiozzi.
Sono piccoli, vivono molto vicini al fondale e sembrano possedere una laurea specialistica in mimetizzazione.
Bisogna osservare le fessure, le rocce e le piccole cavità.
Io naturalmente sono avvantaggiato: essere un geco serve finalmente a qualcosa.
Castagnole, triglie e sciarrani
Alzando gli occhi dal fondale si possono incontrare anche le castagnole, piccoli pesci molto diffusi nel Mediterraneo, spesso visibili mentre nuotano sopra le zone rocciose.
Più in basso, invece, le triglie possono attirare l’attenzione mentre cercano cibo sul fondo.
Negli ambienti rocciosi vive anche lo sciarrano, dalla livrea decisamente più appariscente.
La ricchezza di questi ambienti spiega perché la conservazione dei fondali e degli habitat marini sia così importante.
La stessaRegione Liguria dedica specifiche misure alla conservazione dei siti marini liguri. Perché noi vediamo magari un pesciolino che passa.
Lui, invece, lì sotto ha casa, dispensa e vicini di condominio.
Fauna marina oltre i pesci
Un vero detective non trascura gli indizi più piccoli.
Sugli scogli possiamo osservare le patelle, saldamente attaccate alla roccia, mentre nelle fessure possono nascondersi piccoli granchi.
Sui fondali adatti vivono anche ricci di mare e altri invertebrati.
Con molta fortuna e attenzione, negli ambienti giusti è possibile imbattersi anche in un polpo, campione assoluto di travestimenti.
Io cambio cappello.
Lui cambia praticamente tutto.
Vince il polpo.
Posidonia nel Mar Ligure
Tra gli ambienti più preziosi del Mediterraneo troviamo le praterie di Posidonia oceanica.
Piccolo interrogatorio da Geco: alga?
Risposta: no.
La posidonia è una vera pianta marina e svolge un ruolo prezioso nell’ecosistema del Mediterraneo.
Offre rifugio a molti organismi, contribuisce alla vita dei fondali e lascia spesso tracce della propria presenza anche sulle spiagge.
Quelle masse di foglie scure che a volte vengono accumulate sulla battigia, infatti, non sono semplicemente “sporcizia”.
ARPAL Liguria spiega bene il valore delle cosiddette banquette nell’approfondimento dalla spiaggia al fondale, la posidonia è una risorsa.
Tradotto in gechese: prima di lamentarsi di quello che il mare lascia sulla spiaggia, conviene capire che cosa stiamo guardando.
Il detective prende nota.
Snorkeling a Ospedaletti con prudenza
Per avvicinarsi a questo piccolo mondo sommerso non occorrono grandi imprese.
Maschera, boccaglio e una zona sicura possono bastare.
Prima di entrare in acqua è però sempre bene controllare mare, vento, onde, accesso e possibilità di uscire facilmente.
Sugli scogli le calzature adatte aiutano a muoversi con maggiore sicurezza.
Chi frequenta il mare dovrebbe inoltre controllare sempre le disposizioni aggiornate relative alla balneazione e alle attività costiere.
Per il 2026 è disponibile anche l’ordinanza balneare della Guardia Costiera.
E soprattutto: niente inseguimenti, niente animali toccati e niente sassi spostati soltanto per vedere «cosa c’è sotto».
La missione è osservare.
Non sfrattare gli abitanti.
Un safari marino a pochi passi dalla riva
È questa forse la sorpresa più bella della costa tra Sanremo e Ospedaletti.
Non occorre andare in un mare tropicale per provare il piacere di riconoscere un pesce, seguire con lo sguardo una salpa o cercare una bavosa nascosta nella roccia.
A volte basta sedersi su una scaletta e aspettare.
Io ho aperto ufficialmente il caso.
Sul taccuino ho già salpe, saraghi, occhiate, donzelle e parecchi individui ancora da identificare.
Perciò l’indagine continua.
Maschera pronta, occhi aperti e zampette sugli scogli.
Perché nel Mar Ligure, cari bipedi, il prossimo sospettato potrebbe passare proprio sotto il vostro naso.
E avere le pinne.
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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