Intelletto d’amore di Lella Costa: Dante e le sue donne
Intelletto d’amore: uno spettacolo bello, intenso e impegnativo
Bello, intenso, impegnativo. Sì, impegnativo! Ma di quell’impegno che non pesa, che ti coinvolge, ti incuriosisce, ti fa sorridere e, nello stesso tempo, ti costringe a pensare, a cercare tra i ricordi della scuola, tra pagine di libri forse dimenticate, ma soprattutto tra le pagine della tua stessa vita.
Questo è stato per me Intelletto d’amore – Dante e le donne, lo spettacolo di Lella Costa che ci accompagna in un viaggio particolare attraverso l’amore, raccontato nelle sue infinite sfaccettature.
E al centro di tutto chi troviamo? Proprio lui, Dante Alighieri! Sì, il nostro Dante, il Sommo Poeta, scrittore, uomo politico, protagonista di un tempo così lontano eppure, per certi aspetti, ancora così vicino a noi.
Ma questa volta Dante non è soltanto il grande poeta della Divina Commedia, quello che abbiamo studiato sui banchi di scuola, cercando di comprendere versi e significati di una lingua così distante dalla nostra quotidianità. È anche un uomo che incontriamo attraverso quattro figure femminili: Beatrice, Gemma, Francesca e Taide.
Quattro donne diverse, quattro storie, quattro modi di vivere, subire, sognare o interpretare l’amore. Donne che appartengono alla vita e all’universo poetico di Dante e che, attraverso il racconto di Lella Costa, sembrano uscire dalle pagine dei libri per avvicinarsi a noi.
Le quattro donne di Dante raccontate da Lella Costa
Beatrice: la musa e l’amore idealizzato
C’è Beatrice, la musa, l’amore idealizzato, quasi irraggiungibile, quello che diventa poesia, luce, guida spirituale. Un amore che sembra vivere più nei pensieri e nei sogni che nella realtà, ma che riesce ad attraversare i secoli.
Gemma Donati: la moglie e l’amore quotidiano
C’è Gemma Donati, la moglie, la donna della quotidianità, della famiglia, dei figli, della vita vera. E viene spontaneo chiedersi che cosa significasse essere la moglie di un uomo che dedicava parole così meravigliose a un’altra donna! Chissà quali pensieri, quali silenzi, quali sentimenti accompagnavano le sue giornate.
Francesca: la passione e l’amore proibito
Poi arriva Francesca, con il suo amore travolgente e proibito, quello che non ascolta ragioni, che trascina, che porta a scegliere anche quando forse sarebbe meglio fermarsi. Una passione che Dante racconta nell’Inferno e che ancora oggi riesce a scuotere i nostri sentimenti.
Taide: la cortigiana e il giudizio sulle donne
E infine Taide, la cortigiana, una donna che Dante colloca nell’Inferno. E viene spontaneo chiedersi quanto fosse difficile, allora come oggi, essere donna, vivere le proprie scelte, i propri desideri, senza ritrovarsi sotto lo sguardo e il giudizio degli altri.
Quattro donne che, attraverso la voce di Lella Costa, sembrano finalmente avere la possibilità di raccontarsi, di spiegare, forse anche di difendersi. Quasi a volerci ricordare che dietro ogni figura femminile raccontata dagli uomini esiste una donna con una storia, con pensieri e sentimenti che spesso rimangono nascosti.
E noi siamo lì, ad ascoltarle.
Lella Costa sul palco: una sola attrice, tante emozioni
Sul palco una sola attrice. Una sola donna. Ma quante voci, quanti volti, quante emozioni!
Lella Costa è straordinaria nella sua capacità di passare da un personaggio all’altro, da un’epoca all’altra, da una riflessione profonda a una battuta esilarante.
Lella riesce a trascinarci dentro ogni racconto con una naturalezza sorprendente. Le sue parole sembrano arrivare proprio a ciascuna di noi, quasi cercassero uno sguardo, un sorriso, una risposta. E così, senza nemmeno accorgercene, non siamo più soltanto spettatrici, ma ci ritroviamo coinvolte nei suoi racconti, nei suoi pensieri, in quel continuo rincorrersi di emozioni.
E mentre la ascolto mi accorgo che non sto soltanto seguendo uno spettacolo. Mi ritrovo a pensare, a ricordare, a collegare ciò che racconta a piccoli episodi della mia vita. A volte basta una sua espressione, una pausa, il tono particolare di una parola per farmi sentire parte di quel racconto. E intanto i secoli sembrano accorciarsi, quasi che quelle storie così lontane avessero ancora qualcosa da dirci.
Dalla Divina Commedia alla vita moderna: poesia, ironia e risate
Le parole di Dante arrivano una dopo l’altra, con quel suono particolare del volgare fiorentino che richiede attenzione e qualche volta anche uno sforzo per essere compreso. Ma Lella non ci lascia troppo tempo per perderci tra i versi! All’improvviso ci riporta ai giorni nostri, con episodi della vita di tutti i giorni, situazioni buffe, osservazioni pungenti che fanno scoppiare risate inaspettate. E così ci si ritrova a passare da un verso antico a qualcosa che potrebbe essere successo proprio ieri, magari anche a noi.
Si ride, eccome se si ride! E mentre ancora stai sorridendo per una battuta, ecco che arrivano parole capaci di accendere altri pensieri, di farti guardare dentro, di riportarti a qualcosa che hai vissuto anche tu.
Perché l’amore, in fondo, è sempre quello. Cambiano i secoli, cambiano le parole, cambiano le abitudini, ma certi sentimenti rimangono sorprendentemente uguali.
Un amore che a volte ci fa sorridere, altre ci lascia con gli occhi lucidi, che ci scombussola i pensieri, ci fa battere forte il cuore e qualche volta ci porta persino a dimenticare ciò che siamo e quello che desideriamo veramente.
E mentre Lella racconta, i pensieri si accavallano come onde in piena.
Cerchi di seguire il filo della storia, di ricordare personaggi e avvenimenti studiati tanti anni fa, di comprendere il significato di quei versi meravigliosi e complessi. Ma nello stesso momento la mente corre altrove, verso episodi della tua vita, incontri, scelte, sentimenti provati, parole dette e magari mai pronunciate.
È un continuo andare e tornare, dal passato al presente, dall’Inferno al Paradiso, dalla poesia alla vita quotidiana.
E non c’è spazio per la noia.
Le luci, le parole e il ritmo dello spettacolo
Anzi, bisogna restare attente, perché tutto scorre velocemente. Una parola richiama un pensiero, una risata lascia il posto a una riflessione, un’immagine ne accende subito un’altra. E tu sei lì, con gli occhi incollati al palco, cercando di non perdere nemmeno una parola, un’espressione, un piccolo gesto.
Anche il palcoscenico accompagna questo viaggio. Le luci cambiano, si accendono e si spengono, si colorano delle emozioni raccontate, illuminando a tratti Lella Costa, che sembra risplendere insieme alle parole che pronuncia.
E quelle emozioni arrivano fino a noi, si riflettono nei nostri occhi, mentre restiamo incollate alla scena, desiderose di non perdere nulla.
A volte avrei voluto fermare per un momento quel susseguirsi di parole, trattenerne alcune, assaporarle meglio, lasciare che un pensiero trovasse il tempo di sistemarsi nella mente.
Perché, diciamolo, Dante non è sempre facile da seguire! E quando i suoi versi si intrecciano con racconti, ironia, storia e riflessioni, bisogna davvero mettere in movimento testa e cuore.
Ma ecco che, proprio quando pensi di esserti persa qualcosa, arriva una battuta, un riferimento alla nostra vita di oggi, una situazione così familiare che ti ritrovi a sorridere nuovamente.
Ed è proprio questo continuo alternarsi di emozioni a rendere lo spettacolo così particolare.
Ti trovi a ridere e subito dopo a pensare, a ricordare un verso studiato a scuola e, quasi senza accorgertene, a ripensare a un episodio della tua vita.
Forse è proprio questo il fascino, e anche la difficoltà, dello spettacolo: non ti permette di essere una spettatrice distratta. Ti chiede attenzione, partecipazione, memoria, ma in cambio ti regala molto.
L’amore e la condizione femminile: le riflessioni che rimangono
E poi ci sono loro, le donne.
Donne tanto lontane nel tempo, eppure così vicine nei sentimenti, nei desideri, nelle fragilità. Donne raccontate, amate, idealizzate, condannate. Donne che fanno nascere domande alle quali non sempre è facile trovare una risposta.
Mi sono chiesta più volte quanto sia cambiato davvero il modo di guardare l’amore e soprattutto il modo di guardare le donne. Quanto di quelle storie così antiche continui, magari con parole e situazioni diverse, a far parte anche del nostro presente.
E allora Dante non sembra più così lontano, chiuso nei libri di letteratura, ma diventa il punto di partenza per parlare di noi, delle nostre relazioni, delle nostre contraddizioni, di tutti quei sentimenti che non sempre riusciamo a spiegare.
La mia opinione su Intelletto d’amore: uno spettacolo che lascia il segno
Alla fine rimane una sensazione particolare, quella di aver assistito non soltanto a una rappresentazione teatrale, ma a un incontro con quattro donne, con Dante e, in qualche modo, anche con noi stesse.
Esco dal teatro con la testa ancora piena di parole e il cuore attraversato da emozioni diverse. Con qualche sorriso ancora sulle labbra e tanti pensieri che continuano a rincorrersi.
Forse non sono riuscita a trattenere tutti i versi, tutti i riferimenti, tutte le parole pronunciate con quel ritmo incalzante. Ma mi rimane il piacere di aver ascoltato, sorriso, riflettuto e, soprattutto, di essermi lasciata coinvolgere.
Bello, impegnativo, emozionante. Uno spettacolo che non si limita a raccontare l’amore, ma ti invita a cercarlo anche dentro la tua storia.
E allora non posso che concludere con due semplici parole, spontanee e sincere, proprio quelle che ho pensato guardandola sul palco:
Brava Lella!
Di: Elly
Solesplendente
Educatrice e cercatrice di senso nelle piccole cose.
Osserva, ascolta, scrive. Per dare voce a ciò che spesso resta invisibile.
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