Sharm el Sheikh: tra chisca e taftaf finali
Cari bipedi in cerca di relax… e risate,
dopo deserti neri, canyon di gesso, tende che volano e piramidi che ti scrutano da millenni, arriva la vera vacanza: mare, comfort e… Sharm El Sheikh!
Sì, perché se il Mar Rosso è il sogno, Sharm è la lounge con vista sul sogno. Una distesa di resort, sabbia finissima e un mare photoshoppato da Dio in persona.
Tra barriera corallina e pinne sincronizzate
Il mare è da cartolina. Barriera viva, pesci da fumetto, acqua trasparente e un sole che ti asciuga anche i pensieri.
Sharm è un’oasi sospesa tra il blu del mare e l’ocra del deserto: oltre i resort e le vetrine scintillanti, resta solo il silenzio dei paesaggi. Ed è abbastanza.
Ras Mohammed: tra porte sacre e sabbia incantata
Prima tappa: il Parco Nazionale di Ras Mohammed, dove ci accoglie la celebre Porta di Allah. Una scultura monumentale incisa in due lingue, un invito alla convivenza pacifica nel cuore del deserto. Un messaggio universale, da digerire con le pinne già indossate.
Poi via, si scende in acqua.
Con la guida che ci precede e ci indica ogni meraviglia sommersa come se fosse la zia dei pesci pagliaccio: anemoni, coralli, murene, clownfish… mancano solo Ariel e Sebastian!
E alla fine, emerge una visione da sogno: una lingua di sabbia che compare solo a comando della marea, come una piccola Atlantide felice. Una “isola che non c’è”. Per raggiungerla? Si nuota. Per crederci? Si sogna.
Il buco marino e il battesimo del mare
Per i più avventurosi, c’è l’immersione guidata: si scende in un silenzio blu, tra creature variopinte e sensazioni che sembrano venire da un altro pianeta.
Io? Guardavo tutto dall’Angelina, il nostro yacht d’appoggio, con un succo di guava tra le zampe. 🦎
Nel frattempo, barche da ogni dove si radunano intorno al famigerato buco marino, una specie di occhio blu che osserva il cielo.
Snorkeling di gruppo, pinne a raffica, maschere appannate, GoPro che svolazzano… ma anche meraviglia. Perché anche nel caos acquatico, il Mar Rosso parla. E ti rapisce.
Sharm vecchia: moschee imponenti e nuvole di mango
Appena cala il sole, Sharm Vecchia si accende.
Nel cuore della città, la Moschea Al Sahaba svetta tra i suoni della sera come un poema in pietra: minareti slanciati, arabeschi che danzano alla luce e un silenzio che parla più di mille parole. Una regina tra turisti in bermuda e flip-flop.
Pochi gradini e sei in un altro mondo: il Farsha Café ti accoglie come un’oasi teatrale, aggrappato alla montagna con tappeti, candele e aromi che sanno d’Oriente.
Scavato nella roccia, arredato con tappeti e oggetti vintage, è un teatro all’aperto fatto di cuscini, lanterne, vista mare e… chisca al mango (sì, il narghilè più profumato del Sinai!).
Ti abbandoni tra cuscini e lanterne, mentre il tempo rallenta e il profumo di mango ti accompagna in una fiaba che non ha fretta di finire.
Soho Square e Naama Bay: tra luci e souvenir
Soho Square è l’attrazione moderna: ghiaccio sintetico, geyser colorati, luci stroboscopiche e negozi da centro commerciale di lusso.
Bello da vedere, Instagrammabile sì… ma senza l’anima di Sharm. Il folklore? In ferie. Le spezie? Dissolte nel neon.
Naama Bay, invece, è la vecchia gloria rifatta: una volta sobria e con charme, oggi è tutta luci, localini, e negozi rifiniti. Qualcosa di autentico lo trovi ancora, se sai cercare: un venditore che ti racconta una barzelletta, una melodia improvvisata, un profumo inaspettato.
Domina Coral Bay: il villaggio che diventò città
Ed eccoci nel nostro regno: il Domina Coral Bay, che non è un villaggio, è una piccola nazione indipendente.
Ci sono quartieri, piazze (alias piscine), piazze commerciali (alias boutique), giardini lussureggianti, e… la mitica rete dei taftaf!
I taftaf: metro leggendaria del resort
Piccoli trenini elettrici che scorrono tra bouganville e cactus infuocati, caricando bipedi e gechi assetati.
Un sistema di trasporto efficiente e bizzarro, a metà tra un tram urbano e un’avventura a Disneyland. Sali, preghi di scendere dove ti serve, e intanto ti godi la giungla fiorita.
Servizi, sorprese e qualche spigolo
Il Domina offre spa, shopping, un lago salato e una natura che ti accompagna ovunque.
Certo, qualche buffet ha l’aria di mensa scolastica in giornata stanca, e il personale alterna sorrisi a momenti di confusione lunare. Ma il tutto funziona. Con un’anarchia ordinata tutta egiziana.
Conclusione gechiana
Tre tappe, mille emozioni. Il viaggio in Egitto si chiude tra taftaf e chisca, con gli occhi ancora pieni di pesci colorati e le gambe stanche di sabbia.
Un’avventura tra passato e presente, relax e stupore, piramidi e mango.
Sharm ti coccola, ti confonde, ti conquista. E poi, al momento di ripartire, capisci che un frammento di te è rimasto lì, sospeso tra il fumo dolce del narghilè e una notte senza fretta.
Con gli ultimi granelli di sabbia tra le squame,
Geco Gaudenzio
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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