Risotto Barolo e Castelmagno: Il pranzo della domenica
C’è qualcosa di speciale nel pranzo della domenica. Non è soltanto un momento dedicato al buon cibo: è un rito fatto di attesa, di famiglia, di tempo condiviso. Un rito che profuma di cucina lenta, di tavole apparecchiate con cura e di piatti che raccontano storie.
È proprio da questa idea che nasce il nuovo ciclo di appuntamenti gastronomici del Longitude 12 Bistrot & Jardin di Le Méridien Visconti Rome, nel cuore del quartiere Prati. Dopo il successo della prima edizione, il progetto “Il Pranzo della domenica” torna con sette nuovi incontri dedicati ai sapori del Nord Italia, tra Piemonte e Lombardia.
Tra i protagonisti di questo viaggio culinario spicca uno dei piatti più intensi e raffinati della tradizione piemontese: il risotto al Barolo e Castelmagno, simbolo di una cucina capace di unire eleganza e carattere.
Un viaggio nei sapori delle regioni italiane
L’iniziativa nasce con un obiettivo semplice ma ambizioso: raccontare l’Italia attraverso le sue ricette regionali. Dopo il primo capitolo dedicato alla Campania, terra d’origine dell’Executive Chef Giuseppe Gaglione, il viaggio gastronomico si sposta verso nord.
Da febbraio a marzo il pranzo domenicale del bistrot è diventato un itinerario tra le tradizioni culinarie di Piemonte e Lombardia, due regioni dove la cucina è profondamente legata alla storia, al territorio e alla convivialità.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Riso Buono, eccellenza italiana nella produzione di riso, e con la storica casa vinicola Marchesi di Barolo, simbolo della grande tradizione enologica piemontese.
Ogni domenica gli ospiti sono invitati a sedersi a tavola come in una grande casa italiana, dove il cibo diventa occasione di incontro e scoperta.
Il valore del pranzo della domenica
In molte famiglie italiane il pranzo della domenica iniziava in realtà già il giorno prima. Il sabato era dedicato alle preparazioni lente, a quelle ricette che richiedevano tempo, attenzione e pazienza.
Era il momento dei sughi che sobbollivano per ore, degli impasti lavorati con calma e dei piatti pensati per essere condivisi. Non erano soltanto portate da servire in tavola, ma gesti tramandati di generazione in generazione.
Riproporre oggi questa tradizione significa recuperare qualcosa che spesso dimentichiamo: il valore del tempo. Sedersi a tavola, parlare, assaporare ogni piatto con calma.
Ed è proprio questo lo spirito che anima Il Pranzo della domenica del Le Méridien Visconti Rome.
Il risotto come protagonista
Il cuore del menù è dedicato a uno dei simboli più amati della cucina del Nord Italia: il risotto.
Durante ogni appuntamento, uno dei primi piatti viene preparato dal vivo in una postazione di live cooking, permettendo agli ospiti di osservare da vicino la tecnica e i passaggi che trasformano pochi ingredienti in un grande piatto della tradizione.
Grazie alla collaborazione con Riso Buono, ogni ricetta esprime al meglio la qualità del riso italiano e la sua straordinaria versatilità.
Nel corso delle sette domeniche sono proposti alcuni dei risotti più rappresentativi della tradizione regionale:
- risotto alla milanese con ossobuco
- risotto alla paniscia novarese
- risotto alla monzese
- risotto al Barolo e Castelmagno
E proprio quest’ultimo sarà protagonista dell’appuntamento dell’8 marzo.
Risotto al Barolo e Castelmagno: un incontro di caratteri
Il risotto al Barolo e Castelmagno è un piatto che racconta l’anima del Piemonte.
Il Barolo, uno dei vini rossi più prestigiosi d’Italia, dona al risotto una profondità aromatica intensa, con note calde e avvolgenti. Durante la cottura il vino si riduce lentamente, colorando il riso di un rosso profondo e regalando al piatto un profumo elegante.
Il Castelmagno, formaggio storico delle Alpi piemontesi, aggiunge invece cremosità e carattere. Il suo gusto deciso ma armonioso completa il risotto con una nota ricca e persistente.
Il risultato è un piatto raffinato ma autentico, capace di unire la forza del territorio e la delicatezza della cucina di tradizione.
All’interno del menù della giornata, il risotto sarà accompagnato anche da agnolotti con sugo di brasato, altro grande classico piemontese.
Un menù che racconta il Nord Italia
Accanto ai risotti, il pranzo della domenica propone una selezione di piatti che attraversano le tradizioni gastronomiche di Piemonte e Lombardia.
Tra le proposte del menù si trovano:
- vitello tonnato
- mondeghili della tradizione milanese
- torta verde piemontese
- casoncelli alla bergamasca con burro e salvia
- ravioli di zucca e amaretti alla mantovana
- pizzoccheri della Valtellina
- brasato di manzo al Barolo
- cassoeula lombarda
Il percorso gastronomico si conclude con una serie di dolci che rappresentano perfettamente la pasticceria del Nord Italia: bonet al cioccolato, panna cotta con mosto d’uva, torta alle noci d’Alba e torta sbrisolona con zabaglione al Vermouth Antica Formula.
Il calendario degli appuntamenti
Il ciclo dedicato a Piemonte e Lombardia si sviluppa in sette domeniche tra febbraio e marzo:
- 22 febbraio – Risotto alla paniscia novarese
- 1 marzo – Risotto alla monzese
- 8 marzo – Risotto al Barolo e Castelmagno
- 15 marzo – Risotto alla milanese con ossobuco
- 22 marzo – Risotto alla paniscia novarese
- 29 marzo – Risotto alla monzese
Ogni appuntamento diventa così un piccolo viaggio gastronomico tra tradizioni regionali diverse, ma unite da un filo comune: la convivialità.
La cucina italiana come patrimonio culturale
Questo progetto gastronomico assume un significato ancora più profondo alla luce di un importante riconoscimento: la Cucina Italiana è stata inserita il 10 dicembre 2025 nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Non si tratta solo di ricette, ma di un patrimonio fatto di gesti, tradizioni e saperi tramandati nel tempo. Il pranzo della domenica rappresenta uno dei simboli più autentici di questa cultura.
Riproporlo oggi significa ricordare che il cibo è molto più di nutrimento: è memoria, identità e condivisione.
E se questo racconto di sapori ti ha fatto venire voglia di portare un po’ di questa tradizione anche nella tua cucina, ecco la ricetta del piatto protagonista di uno degli appuntamenti del ciclo: il risotto al Barolo e Castelmagno, firmato dallo chef Giuseppe Gaglione.
Vuoi cimentarti con un risotto da grande chef?
Il risotto al Barolo e Castelmagno è uno dei piatti più eleganti della tradizione piemontese. Intenso, cremoso e ricco di profumi, riesce a trasformare pochi ingredienti in una preparazione sorprendentemente raffinata.
Ecco la versione proposta dallo chef Giuseppe Gaglione, Executive Chef del Longitude 12 Bistrot & Jardin.
Risotto al Barolo e Castelmagno
Chef Giuseppe Gaglione – Longitude 12 Bistrot & Jardin
Ingredienti (per 4 persone)
- 400 g di riso Carnaroli Buono
- 1 litro di brodo vegetale caldo
- 100 g di Castelmagno grattugiato
- 150 g di burro
- 1 bicchiere di Barolo
- sale q.b.
Procedimento
In una casseruola dal fondo spesso tostare il riso a secco con un pizzico di sale, mescolando con cura finché i chicchi saranno caldi e leggermente lucidi.
Sfumare con il Barolo e lasciare evaporare completamente l’alcol: il profumo del vino resterà rotondo e avvolgente, mentre la parte alcolica svanirà.
A questo punto iniziare la cottura aggiungendo il brodo vegetale ben caldo poco alla volta, aspettando che venga assorbito prima di versarne altro. Proseguire così per circa 14 minuti, mescolando con costanza per ottenere una consistenza cremosa.
Quando il risotto è al dente, toglierlo dal fuoco e procedere con la mantecatura: unire il burro rimanente e il Castelmagno grattugiato, mescolando energicamente finché il risotto diventa vellutato e lucido.
Assaggiare, regolare di sale se necessario e servire subito, ben caldo, perché possa esprimere tutta la sua eleganza.
Forse è proprio questo il segreto della cucina italiana: non sono solo le ricette, ma il tempo che dedichiamo a prepararle e a condividerle.
E quando un risotto profuma di Barolo e Castelmagno, la domenica torna ad avere il sapore delle cose fatte con calma, con cura e con piacere.
Articolo a cura di Marisan, per Goditilavita.it.
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