Hokum, quando il passato bussa alla porta
Ci sono hotel che promettono relax, camere con vista e colazioni da sogno. Poi ci sono quelli dove, appena metti piede nella hall, il mio istinto da geco esploratore inizia a sussurrarmi:
Hokum film porta l’horror in una dimensione psicologica
Il protagonista della storia è Ohm Bauman, interpretato da Adam Scott, uno scrittore che raggiunge un remoto hotel irlandese con un obiettivo profondamente personale: spargere le ceneri dei propri genitori nel luogo dove avevano trascorso la luna di miele.
Quello che sembra essere un viaggio dedicato ai ricordi e all’elaborazione del lutto cambia rapidamente direzione.
Fin dal suo arrivo, Ohm percepisce che tra le mura dell’hotel aleggia un segreto che tutti sembrano voler tenere nascosto. Esiste una stanza nuziale chiusa da anni e il personale, educato e disponibile solo in apparenza, evita accuratamente qualsiasi domanda su quel luogo.
Da qui prende forma un racconto che non punta soltanto sui classici spaventi improvvisi, ma costruisce lentamente una tensione costante, fatta di silenzi, dettagli e sensazioni che mettono continuamente in allerta lo spettatore.
L’Irlanda diventa un personaggio della storia
Uno degli elementi più affascinanti di Hokum film è l’ambientazione.
L’Irlanda riesce ancora una volta a dimostrare quanto possa essere perfetta per il cinema horror. Le sue coste battute dal vento, la nebbia, gli edifici isolati e le antiche leggende contribuiscono a creare un’atmosfera che sembra vivere di luce propria.
Non è soltanto uno sfondo suggestivo.
Ogni inquadratura sembra ricordare che la natura conserva memorie antiche e che alcuni luoghi preferiscono custodire i propri segreti piuttosto che condividerli con gli ospiti.
Per un geco curioso come me sarebbe il paradiso… almeno fino al tramonto.
La vera paura nasce dai ricordi
Il passato diventa la minaccia più inquietante
Più che il soprannaturale, è il passato che torna a reclamare il suo posto a rendere questa storia così inquietante.
Bastano poche parole per capire quale direzione abbia scelto la sceneggiatura.
Qui il soprannaturale non rappresenta soltanto una presenza minacciosa, ma diventa il catalizzatore di paure, sensi di colpa e ferite mai davvero rimarginate.
È un horror che sembra voler scavare nella mente dei protagonisti prima ancora che nei corridoi dell’hotel.
Ed è proprio questa scelta a renderlo particolarmente interessante per chi ama le storie capaci di andare oltre il semplice spavento.
Adam Scott cambia completamente registro
Molti spettatori associano Adam Scott a ruoli molto diversi da quelli horror.
Proprio per questo la sua presenza incuriosisce.
Nel ruolo di Ohm Bauman interpreta un uomo fragile, segnato dal passato e costretto a confrontarsi con emozioni che aveva cercato di lasciare alle spalle.
Il peso psicologico del personaggio cresce scena dopo scena e accompagna lo spettatore in un viaggio dove la realtà sembra diventare sempre meno stabile.
Dai produttori di Weapons arriva una nuova scommessa
Quando dietro un progetto troviamo i produttori di Weapons, le aspettative salgono inevitabilmente.
Negli ultimi anni il cinema horror ha dimostrato di vivere una fase particolarmente creativa, alternando produzioni spettacolari ad altre più intime e psicologiche.
Hokum film sembra inserirsi proprio in questa seconda categoria, scegliendo di costruire il coinvolgimento attraverso atmosfera, narrazione e tensione crescente invece che affidarsi esclusivamente agli effetti visivi.
Una scelta che molti appassionati del genere apprezzeranno.
Una stanza chiusa che alimenta ogni domanda
Esiste un elemento capace di catturare immediatamente la curiosità dello spettatore: quella porta che nessuno vuole aprire.
Ogni grande racconto horror possiede un simbolo.
Può essere una casa, uno specchio, una soffitta o una cantina.
Qui è una stanza nuziale rimasta chiusa per anni.
Più il personale evita l’argomento, più cresce il desiderio di capire cosa sia realmente accaduto.
È uno degli espedienti narrativi più efficaci perché lascia lavorare l’immaginazione, che spesso riesce a essere molto più inquietante di qualsiasi effetto speciale.
Perché Hokum film potrebbe sorprendere
L’impressione è quella di trovarsi davanti a un horror che punta soprattutto sul coinvolgimento emotivo.
Non racconta soltanto una storia di presenze oscure.
Parla di perdita, memoria, senso di colpa e del peso che alcuni ricordi continuano ad avere anche quando crediamo di averli superati.
Sono proprio questi temi universali a rendere il racconto potenzialmente più intenso.
Quando un film riesce a mescolare elementi soprannaturali e fragilità umana, spesso lascia qualcosa anche dopo i titoli di coda.
Vale la pena vedere Hokum?
Se amate gli horror costruiti solo sui classici colpi di scena, Hokum film potrebbe sorprendervi per il suo approccio più psicologico. Se invece apprezzate atmosfere inquietanti, misteri che si svelano poco alla volta e ambientazioni ricche di fascino, allora questo è un titolo da segnare in agenda.
Ogni viaggio ha una storia da raccontare. Alcune regalano sorrisi, altre fanno venire i brividi… e Hokum sembra appartenere senza dubbio alla seconda categoria.
Una cosa è certa: Hokum, al cinema dal 5 agosto, arriva con tutti gli ingredienti per conquistare gli amanti dell’horror. Un hotel isolato, una stanza che nasconde un segreto, un passato pronto a riemergere e un protagonista costretto ad affrontare i propri demoni interiori. Un mix che promette tensione dall’inizio alla fine.
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E dopo aver scelto il film, arriva la parte che piace di più anche al sottoscritto: risparmiare.
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Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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