Dentro Viaggio e Vedo, dove il turismo prende voce
Ci sono luoghi davanti ai quali passiamo decine di volte senza fermarci davvero a immaginare cosa succeda oltre quella porta. Per me le agenzie di viaggio sono sempre state uno di quei posti. Le osservavo distrattamente, convinto che fossero semplicemente il luogo dove si prenota una vacanza prima di partire.
Del resto oggi basta uno smartphone. In pochi minuti si confrontano centinaia di offerte, si leggono recensioni, si acquistano voli e si prenotano alberghi dall’altra parte del mondo. Anch’io, lo confesso, ero arrivato alla conclusione che il lavoro di un’agenzia fosse cambiato al punto da diventare quasi superfluo.
Poi la Bipede mi dice: «Prima di andare facciamo un salto da Viaggio e Vedo.»
Conoscendola, so già che quel “salto” potrebbe tranquillamente trasformarsi in un’ora abbondante. Ormai non protesto più. La seguo e basta. In fondo, molte delle storie che ho raccontato sono nate proprio da una deviazione non prevista.
Viaggio e Vedo: un’agenzia di viaggi diversa
Appena entriamo capisco di essermi costruito un’immagine completamente sbagliata.
Non è l’ambiente a sorprendermi. È quello che succede dentro.
Una coppia sta raccontando il viaggio che sogna da anni, una famiglia cerca una soluzione che metta d’accordo grandi e piccoli, un signore ha davanti una lista di nomi e parla della prossima partenza del suo gruppo. Nessuno arriva chiedendo semplicemente un albergo o un volo. Ognuno porta con sé aspettative, dubbi, esigenze diverse.
Mi fermo qualche minuto ad ascoltare.
È un’abitudine che non ho mai perso. Prima di raccontare un luogo preferisco capire il rumore che fa.
Una cliente mostra sul telefono alcune offerte trovate online. Ha già fatto il lavoro che oggi facciamo tutti: confrontare prezzi, leggere recensioni e cercare fotografie. Potrebbe concludere la prenotazione in pochi clic, eppure è lì seduta davanti a una consulente.
Non le chiede se il prezzo è conveniente. Le chiede se quella vacanza è davvero adatta a lei.
La risposta non arriva subito. Prima iniziano le domande. Come immagina quei giorni? Preferisce rilassarsi oppure muoversi? Viaggia per staccare la spina o per scoprire qualcosa di nuovo?
Ascoltando quella conversazione mi accorgo che il viaggio non nasce quando si clicca sul pulsante “prenota”. Nasce molto prima, quando qualcuno riesce a trasformare un’idea ancora confusa in un progetto concreto.
Continuando a guardarmi intorno, noto che nessuno sembra seguire lo stesso percorso. C’è chi arriva con una prenotazione già iniziata sul sito e vuole soltanto un ultimo confronto prima di confermarla. Altri, invece, preferiscono sedersi, raccontare l’idea che hanno in mente e costruire il viaggio insieme, passo dopo passo. Il portale di Viaggio e Vedo e l’agenzia lavorano uno accanto all’altra, lasciando a ciascun viaggiatore la libertà di scegliere come organizzare la propria partenza.
La comodità del digitale rimane, ma senza rinunciare alla possibilità di parlare con una persona quando serve davvero.
Quando il turismo incontra la comunicazione
Mentre rifletto su questa differenza, una voce richiama la mia attenzione.
«Tra poco siamo in diretta.»
Mi volto d’istinto.
Da una stanza poco distante arriva il suono di un microfono che viene regolato, di una cuffia appoggiata sul tavolo e di qualcuno che sta preparando una trasmissione.
Per un attimo penso di essermi confuso.
Guardo la Bipede.
«Aspetta… qui dentro c’è una radio?»
Lei sorride.
«Esatto.»
Scopro così che all’interno dell’agenzia trova spazio anche Radio Vacanze – La Voce del Turismo, diretta da Gianluigi Leoni, socio di Viaggio e Vedo e da anni impegnato nel raccontare il mondo del turismo attraverso interviste, approfondimenti e confronti con operatori italiani e internazionali.
Osservarlo è quasi curioso. Pochi minuti prima sta parlando di una destinazione con un cliente, subito dopo entra nello studio radiofonico, indossa le cuffie e accende il microfono.
Il contesto cambia. Il filo conduttore rimane lo stesso: parlare di turismo.
In quel momento capisco che Viaggio e Vedo non è soltanto un’agenzia. È un luogo dove il turismo viene vissuto, organizzato e raccontato ogni giorno, da punti di vista diversi ma complementari.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui l’atmosfera che si respira qui è diversa da quella che mi aspettavo.
L’esperienza che mette al centro le persone
Continuando il mio giro, mi accorgo che c’è una persona che sembra conoscere ogni pratica, ogni cliente e, soprattutto, ogni dettaglio. Una telefonata riguarda una coppia in partenza la settimana successiva, poco dopo arriva una richiesta per un gruppo associativo, qualcuno entra per ritirare i documenti di viaggio e, quasi nello stesso momento, vengono controllati gli ultimi particolari di una prenotazione.
Dietro quella scrivania c’è Piera Marrone, titolare di Viaggio e Vedo.
La osservo lavorare per qualche minuto. Pensavo di sentir parlare soprattutto di alberghi, voli e destinazioni. Invece la maggior parte del tempo è dedicata ad ascoltare. Chiede quante persone partiranno, che tipo di esperienza desiderano vivere, quali sono le loro esigenze e come immaginano il viaggio. Solo dopo arrivano le proposte.
È lo stesso approccio che ritrovo nell’organizzazione di piccoli gruppi, associazioni, CRAL e realtà aziendali che scelgono di affidarsi all’agenzia. Guardando programmi di viaggio, conferme alberghiere, elenchi dei partecipanti e telefonate che si susseguono, capisco quanto lavoro ci sia dietro una partenza ben organizzata. Quando tutto funziona alla perfezione chi viaggia vede soltanto il risultato, mentre dietro le quinte qualcuno ha già risolto ogni dettaglio prima ancora della partenza.
Turismo italiano, esperienza e aggiornamento continuo
Un altro aspetto che mi colpisce è l’attenzione dedicata al turismo italiano. Spesso pensiamo che un’agenzia guardi soprattutto alle grandi destinazioni internazionali, invece qui si parla con entusiasmo anche di borghi, città d’arte, mare, montagna, itinerari culturali ed esperienze enogastronomiche.
È un modo di viaggiare che condivido profondamente. Negli anni ho imparato che non serve attraversare il mondo per vivere qualcosa di speciale. A volte basta rallentare e osservare con occhi diversi ciò che abbiamo molto più vicino di quanto immaginiamo.
Questa attenzione verso il territorio si accompagna a un costante aggiornamento professionale. Educational, fam trip e incontri con operatori turistici permettono al team di conoscere direttamente destinazioni, strutture e servizi, così da consigliare ogni viaggio con la consapevolezza di chi quei luoghi li ha vissuti davvero.
Due progetti che ampliano il modo di viaggiare
Prima di uscire, la Bipede mi mostra altri due progetti nati dall’esperienza di Viaggio e Vedo.
Vacanze a Roma
Il primo è Vacanze a Roma, un portale dedicato a eventi, spettacoli, visite guidate ed esperienze nella Capitale, pensato sia per chi arriva da fuori sia per chi vive Roma e desidera continuare a scoprirla con occhi nuovi.
Vacanze Dentali in Albania
Il secondo è Vacanze Dentali in Albania, un progetto che unisce l’organizzazione del viaggio a percorsi di cura presso strutture odontoiatriche selezionate, offrendo un servizio costruito sulle esigenze di chi sceglie questo tipo di esperienza.
Perché scegliere Viaggio e Vedo
Quando finalmente ci avviamo verso l’uscita, mi volto ancora una volta.
Ripenso a quello che immaginavo prima di entrare.
Credevo che un’agenzia di viaggi fosse semplicemente il luogo dove si acquistano vacanze.
Esco con un’idea diversa.
Ho visto persone che ascoltano prima di consigliare, una radio che racconta il turismo ogni giorno, professionisti che organizzano viaggi individuali e di gruppo, strumenti digitali che rendono più semplice prenotare e un’agenzia che continua a mettere al centro l’esperienza del viaggiatore.
Forse è proprio questo che rende Viaggio e Vedo una realtà particolare.
Il viaggio non comincia quando si chiude la valigia.
Comincia nel momento in cui qualcuno ti aiuta a scegliere la strada giusta.
La Bipede apre la porta, mi guarda e sorride.
«Allora, che ne pensi?»
Per una volta non provo nemmeno a darle torto.
«Credo che dovrò smettere di passare davanti a certe porte senza entrarci.»
Lei ride.
Io la seguo.
Perché, in fondo, le storie migliori iniziano quasi sempre così.
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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