San Vigilio, il Geco entra nel regno dei gufi
Ci sono ricordi che restano educatamente nel loro cassetto e altri che, ogni tanto, cominciano a raspare da dentro.
Quello dei gufi di San Vigilio appartiene decisamente alla seconda categoria.
Così, mentre il nostro diario dell’Alto Adige continua a riempirsi di pagine, stavolta apro un cassetto della memoria e torno indietro di un anno. Prima avevamo cominciato questo viaggio mettendo letteralmente le zampe nell’acqua, durante la nostra avventura sul percorso Kneipp di Varna.
O meglio, le aveva messe la Bipede, mentre io avevo prudentemente scelto il ruolo di supervisore all’asciutto. 🤣🦎
Poi abbiamo riaperto altri cassetti, quelli fatti di Antermoia, Sass de Putia, profumo di fieno, cucina ladina e ricordi che tornano fuori quasi da soli. Del resto, dopo circa trent’anni trascorsi da queste parti, la nostra cassettiera della memoria rischia seriamente di non chiudersi più.
Ed è proprio seguendo questo filo che oggi torniamo all’agosto del 2025, a uno di quei giorni in cui le zampette avevano deciso che, dopo chilometri, salite e tappone dolomitico, fosse arrivato il momento di concedersi una tregua.
Una tregua, certo.
Ma conoscendoci, poteva mai significare una giornata passata semplicemente a fissare il soffitto dell’hotel?
Naturalmente no.
E così da Antermoia prendiamo la direzione di San Vigilio di Marebbe, con una missione piuttosto insolita: andare a conoscere gufi, civette e altri rapaci all’Owl Park San Vigilio.
Già il fatto che si parli di animali notturni da osservare in pieno giorno mi sembra perfettamente in linea con la nostra filosofia di viaggio.
Fare le cose semplici, evidentemente, continua a non interessarci. 🤣🦎
San Vigilio di Marebbe e il regno dei gufi
Nel diario del 2025 avevo annotato che il parco ospitava circa 110 volatili tra gufi, civette e altri rapaci, con finalità legate sia alla divulgazione sia alla conservazione.
Fin qui tutto molto serio.
Poi entro io.
E lì il tono cambia.
Perché i gufi, diciamocelo, hanno un vantaggio enorme su noi bipedi: riescono a guardarti come se sapessero già perfettamente che cosa stai per dire e lo trovassero vagamente superfluo.
Uno ti osserva immobile.
Tu lo guardi.
Lui continua a guardarti.
Dopo trenta secondi inizi quasi a sentirti sotto esame e, a quel punto, capisci che probabilmente il vero esemplare curioso della giornata sei tu.
Tra civette, rapaci e occhi che vedono tutto
L’Owl Park si trova ai piedi del Parco naturale Fanes-Senes-Braies, e qui arriva una delle curiosità che mi piace di più.
Nel territorio del parco naturale vivono in libertà cinque delle sette specie di Strigiformi censite in Alto Adige. Gufi, civette e allocchi non sono quindi soltanto protagonisti di una visita: fanno parte del mondo naturale di queste montagne, anche se incontrarli allo stato selvatico è tutt’altro che semplice.
Ed è proprio questo che rende interessante l’esperienza.
Non stai guardando animali completamente scollegati dal territorio. Stai entrando, con tutte le cautele del caso, in un mondo che normalmente rimane nascosto tra boschi, rocce e ore notturne.
Il sito ufficiale racconta anche il lavoro del falconiere Mario, per il quale quella che era nata come passione è diventata un’attività a tempo pieno. Uno degli obiettivi è proprio far conoscere ai visitatori abitudini, comportamento e caratteristiche di questi animali, aumentando così il rispetto verso la fauna.
E qui il Geco approva.
Perché osservare un animale è bello, ma capire perché si comporta in un certo modo è molto più interessante.
Scopro così che dietro quell’aria da professore universitario in pensione si nascondono predatori perfettamente attrezzati: vista eccezionale in condizioni di scarsa luce, udito raffinato e, in molte specie, un volo sorprendentemente silenzioso.
Insomma, mentre noi bipedi passiamo nei boschi facendo scricchiolare rami, respirando come mantici e annunciando la nostra presenza a mezzo chilometro di distanza, loro hanno scelto una strategia leggermente più discreta.
Questione di stile.
Io, da Geco, non posso che apprezzare. 🦎
Conoscere i rapaci per rispettare la natura
C’è anche un altro aspetto interessante. Secondo quanto riportato dal sito ufficiale, per ragioni etiche il parco non ospita normalmente esemplari nati e vissuti in natura, salvo casi nei quali abbiano bisogno di cure.
Sono presenti anche animali appartenenti a specie rare o particolari, alcune delle quali minacciate nei rispettivi ambienti naturali.
Così quella che inizialmente sembrava soltanto la “giornata dei gufi” comincia ad assumere un significato diverso.
Non è solo una pausa dalle camminate.
È uno di quei momenti in cui il viaggio ti costringe a guardare il territorio da un’altra prospettiva.
E con i gufi, in fatto di prospettive, è meglio non scherzare.
Loro sembrano vedere praticamente tutto.
Il Geco riapre i cassetti dell’Alto Adige
A distanza di un anno, una delle prime domande che mi sono fatto riaprendo questo ricordo è stata molto semplice: esiste ancora?
Sì.
L’Owl Park San Vigilio è tuttora in attività e continua a comparire tra le proposte ufficiali di San Vigilio di Marebbe.
E questo rende ancora più piacevole riaprire il cassetto, perché certe pagine dei vecchi diari non sono semplicemente ricordi.
Possono diventare idee per chi arriva oggi.
Del resto, questo viaggio nel tempo era già cominciato quando avevamo riaperto i cassetti di Antermoia, della cucina ladina e del nostro inseparabile Sass de Putia. Se volete capire perché alcuni ricordi altoatesini abbiano la curiosa abitudine di tornare fuori da soli, li trovate in Alto Adige, certi cassetti si riaprono da soli.
Dopo tanti anni in Alto Adige mi accorgo sempre di più che non sono soltanto i grandi panorami a restare impressi.
Certo, il Sass de Putia continua a fare il suo magnifico mestiere di guardiano delle nostre vacanze, le Odle non hanno alcuna intenzione di diventare meno spettacolari e ogni rifugio sembra conoscere almeno un sistema per mettere seriamente alla prova la forza di volontà davanti a un piatto.
Ma poi restano anche giornate come questa.
Una pausa dalle salite, qualche ora trascorsa tra piume, voli e sguardi enormi.
Un Geco convinto di osservare dei gufi e dei gufi probabilmente convinti di osservare un curioso animale verde con Bipedi al seguito.
Alla fine non ho ancora capito chi fosse veramente in visita a chi.
Ma forse è proprio questo il bello. 🤣🦎
Un altro cassetto resta ancora da aprire
E così richiudo il cassetto del 2025.
Solo per il momento, però.
Perché dopo trent’anni di Alto Adige, di cassetti ne abbiamo ancora parecchi.
E alcuni, ne sono certo, stanno già cominciando a raspare.
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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