Fuze conto alla rovescia: il caos ha un piano
Ci sono serate in cui entro al cinema sapendo già più o meno cosa aspettarmi. Un po’ d’azione, qualche inseguimento, un paio di colpi di scena e via verso i titoli di coda.
Poi ci sono le serate in cui esco dalla sala pensando: “Ok, questa non l’avevo vista arrivare”.
È quello che mi è successo con Fuze – Conto alla rovescia, il nuovo thriller diretto da David Mackenzie che porta sul grande schermo Aaron Taylor-Johnson, Theo James e Sam Worthington.
La cosa curiosa? Tutto parte da qualcosa che sembra uscito da un libro di storia.
Una vecchia bomba della Seconda guerra mondiale.
E fidatevi di un geco che di guai in giro per il mondo ne ha visti parecchi: quando il passato decide di riaffacciarsi, raramente lo fa in punta di piedi.
Fuze conto alla rovescia
Immaginate di essere in un cantiere nel centro di Londra. Martelli, escavatori, polvere e operai al lavoro. Poi qualcuno trova qualcosa di decisamente fuori programma.
Non un reperto archeologico. Non una moneta antica.
Una bomba inesplosa rimasta nascosta sottoterra per decenni.
Da quel momento la città entra in modalità emergenza.
Le autorità devono mettere in sicurezza l’area, vengono organizzate evacuazioni e migliaia di persone si ritrovano improvvisamente a fare i conti con una situazione che nessuno aveva previsto.
Fin qui sembrerebbe già abbastanza per riempire un film.
Invece il bello deve ancora arrivare.
Perché mentre tutti guardano verso il problema più evidente, qualcuno ha deciso di approfittarne.
E quel qualcuno non ha certo intenzione di fare beneficenza.
Quando il caos diventa un’opportunità
Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è proprio questa idea.
La maggior parte delle persone vede il caos come un ostacolo.
I criminali di Fuze lo vedono come una copertura perfetta.
Mentre Londra è impegnata a gestire l’emergenza, prende forma un piano costruito per sfruttare ogni distrazione possibile.
E qui il film diventa particolarmente interessante.
Non si limita a raccontare una situazione pericolosa.
Mostra come un evento straordinario possa trasformarsi nell’occasione ideale per chi è disposto a correre rischi enormi.
Una Londra che non ti aspetti
Lo ammetto.
Ho sempre avuto un debole per Londra. Forse perché è una città che riesce a cambiare volto continuamente.
In questo film, però, dimenticate le fotografie da cartolina. Dimenticate i turisti in fila davanti alle attrazioni più famose. Dimenticate persino quell’aria elegante che spesso associamo alla capitale britannica.
Qui troviamo una Londra nervosa, sotto pressione, costretta a reagire a qualcosa che potrebbe sfuggire di mano da un momento all’altro.
E il risultato funziona.
Perché la città non sembra soltanto il luogo in cui si svolgono gli eventi. Sembra partecipare attivamente alla storia.
Un thriller che non corre sempre dritto
Sapete qual è una delle cose che apprezzo di più nei thriller?
Quando riescono a farmi cambiare idea.
Con Fuze – Conto alla rovescia mi è successo diverse volte. A un certo punto ero convinto di aver capito dove la trama volesse arrivare. Dieci minuti dopo avevo già abbandonato la mia teoria. Poi ne ho costruita un’altra. E anche quella ha fatto una brutta fine.
Questo continuo gioco di aspettative rende la visione molto più divertente.
Perché non si ha mai la sensazione di assistere a qualcosa che procede con il pilota automatico.
Aaron Taylor-Johnson convince ancora
Quando un film d’azione trova il protagonista giusto, metà del lavoro è già fatta.
Aaron Taylor-Johnson riesce a catturare l’attenzione senza bisogno di trasformare ogni scena in uno spettacolo personale.
Mi è piaciuto il modo in cui accompagna il racconto, lasciando che siano le situazioni e le scelte del personaggio a parlare.
Anche Theo James trova il proprio spazio all’interno della storia e contribuisce a creare un equilibrio credibile tra tensione, strategia e azione.
Nel corso del film entrano in gioco anche Saffron Hocking, Gugu Mbatha-Raw, Elham Ehsas e Sam Worthington, arricchendo una vicenda che cambia continuamente prospettiva.
Il tempo non aspetta nessuno
C’è un elemento che accompagna tutta la narrazione: Il tempo.
Non serve che qualcuno guardi continuamente l’orologio per percepirne il peso.
Lo senti nelle decisioni prese in fretta. Lo senti negli imprevisti. Lo senti nei personaggi che devono reagire prima ancora di avere tutte le informazioni necessarie.
Più la storia avanza e più diventa chiaro che aspettare potrebbe essere il peggior errore possibile.
E questa sensazione arriva fino alla poltrona dello spettatore.
Azione, ma non solo
Spesso quando sento parlare di film d’azione mi preparo mentalmente a una lunga serie di esplosioni e inseguimenti.
Qui c’è anche altro.
Ci sono strategie.
Ci sono scelte da compiere.
Ci sono personaggi che devono capire di chi fidarsi e chi tenere a distanza.
L’azione non sostituisce la storia.
La accompagna.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui il film riesce a mantenere vivo l’interesse anche nei momenti meno spettacolari.
Perché vale la pena vederlo al cinema
Alcuni film funzionano bene ovunque.
Questa è una di quelle visioni che meritano una poltrona in sala più che un telecomando sul divano.
Fuze – Conto alla rovescia appartiene alla seconda categoria.
La tensione, il ritmo e l’atmosfera acquistano forza quando ci si trova immersi nella sala. E poi diciamocelo: guardare Londra precipitare nel caos dal divano di casa non è esattamente la stessa cosa.
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Da geco curioso mi piace collezionare esperienze.
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Che la vostra scelta ricada su Fuze – Conto alla rovescia oppure su un altro film in programmazione, il principio resta lo stesso.
Più emozioni, meno spesa, E qualche euro in più da investire in popcorn, bibite o nella prossima avventura.
Il giudizio di Geco Gaudenzio
Fuze – Conto alla rovescia prende un’idea semplice e la trasforma in una storia piena di tensione, imprevisti e momenti capaci di tenere alta l’attenzione.
David Mackenzie costruisce un thriller che sfrutta bene la sua ambientazione, il cast e soprattutto il concetto di caos come occasione.
Non è il classico film che punta tutto sulle esplosioni.
Preferisce giocare con l’incertezza, con il tempo che scorre e con personaggi costretti a prendere decisioni difficili.
Se state cercando una serata di cinema capace di tenervi compagnia per 98 minuti senza annoiarvi, questo titolo merita sicuramente una possibilità.
Il consiglio del vostro Geco Gaudenzio?
Prendete posto in sala, spegnete il telefono e lasciate che sia Londra a fare il resto.
Buona visione, bipedi! 🦎🎬🍿
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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