Ossola in Jazz 2026, il jazz cambia quota
E meno male.
Ossola in Jazz 2026
Per due giorni Tones Teatro Natura cambierà pelle e diventerà un grande jazz club tra le montagne.
E quando dico grande, non intendo soltanto nelle dimensioni.
Siamo nell’ex cava di gneiss di Oira, trasformata in uno spazio culturale dove roccia, natura e spettacolo convivono in un ambiente decisamente fuori dall’ordinario.
Il 5 e 6 settembre, a partire dalle ore 18, il pubblico potrà attraversare linguaggi musicali diversi, passando dal jazz più classico alle contaminazioni con folk, pop, elettronica, hip hop e canzone d’autore.
Insomma, se siete tra quelli che dicono “il jazz mi incuriosisce, ma non so da dove cominciare”, questa potrebbe essere una risposta piuttosto interessante.
Non serve studiarlo.
Basta ascoltarlo.
Un jazz club dentro una cava
Il luogo è già parte dello spettacolo.
Tones Teatro Natura nasce dal recupero di un’ex cava e oggi è uno spazio dedicato a musica, cultura e spettacolo, circondato dal paesaggio della Val d’Ossola.
Roccia intorno, cielo sopra la testa e montagne a fare da scenografia.
Io, che di pareti me ne intendo parecchio, posso dirvi che non tutte sono capaci di regalare un’atmosfera del genere.
Qui il jazz può permettersi di fare ciò che gli riesce meglio: cambiare strada, improvvisare e sorprendere.
Sabato tra contrabbasso, poesia e Beatles
Sabato 5 settembre si parte alle ore 18 con Arabella Rustico, Reflections e Smallable Ensemble Plays the Beatles.
Arabella Rustico tra jazz, Sicilia e Brasile
Arabella Rustico, contrabbassista, bassista e cantante siciliana, porterà il pubblico dentro un viaggio musicale costruito con voce, contrabbasso e basso elettrico.
Il suo repertorio attraversa standard jazz, musica brasiliana, canzone siciliana e brani di matrice pop, arrivando anche a Joni Mitchell e a un tributo a Jaco Pastorius.
Una di quelle situazioni in cui puoi partire musicalmente dalla Sicilia e ritrovarti altrove senza aver nemmeno aperto Google Maps.
Reflections e il jazz senza confini
Reflections nasce dall’incontro tra Sonia Spinello e Luca Falomi.
Lei usa la voce come uno strumento capace di muoversi tra parole, emozioni e silenzi. Lui costruisce con la chitarra paesaggi sonori raffinati e pieni di sfumature.
Il progetto attraversa jazz, folk e atmosfere nordiche, passando attraverso italiano, inglese, francese, spagnolo e dialetto siciliano.
Una musica che sembra fatta apposta per un luogo come Tones Teatro Natura.
E forse, per qualche minuto, riuscirò persino a lasciare tranquilla la macchina fotografica.
Ho detto forse.
I Beatles cambiano vestito
Sempre sabato arriverà Smallable Ensemble Plays the Beatles.
Alex Gariazzo, Marco “Benz” Gentile, Roberto Bongianino e Michele Guaglio porteranno sul palco un viaggio nella musica dei Beatles attraverso nuovi arrangiamenti e sonorità acustiche.
Chitarra, violino, mandolino, fisarmonica, accordina, basso, percussioni e voci daranno nuova forma a brani che conosciamo praticamente tutti.
Beatles in una cava della Val d’Ossola.
Non era esattamente la combinazione che avevate previsto per il vostro fine settimana, vero?
Appunto.
Domenica tra futuro e Tom Waits
Domenica 6 settembre si riparte sempre alle ore 18 con Francoblu Project e l’omaggio a Tom Waits di Simone Locarni e Simone Massaron.
Francoblu Project tra jazz e hip hop
Francoblu Project è una delle proposte più curiose della rassegna.
Arriva dal Lago d’Orta, indossa una maschera blu di crochet e costruisce il proprio universo tra jazz, hip hop introspettivo ed elettronica minimale.
Il sax diventa il filo conduttore tra beat fumosi, groove, atmosfere urbane e cantautorato notturno.
Mi piace.
Un musicista mascherato, un Geco con il sombrero.
Direi che possiamo capirci.
Tom Waits secondo Locarni e Massaron
Simone Locarni e Simone Massaron si misureranno invece con l’universo di Tom Waits.
Blues ruvido, ballate, folk e sperimentazione verranno riletti attraverso pianoforte e chitarra, con uno sguardo personale e libero.
Locarni è uno dei giovani musicisti più premiati della scena jazz italiana ed europea, mentre Massaron ha costruito il proprio percorso attraversando jazz, improvvisazione, avant-garde, blues e ricerca sonora.
Mettere insieme questi due musicisti e il repertorio di Tom Waits promette una serata poco incline alla prevedibilità.
E per me è già un ottimo motivo per esserci.
Evita Polidoro e le nuove traiettorie del jazz
Tra gli artisti annunciati per Ossola in Jazz 2026 troviamo anche Evita Polidoro, batterista e cantante italiana che negli anni ha collaborato con artisti come Enrico Rava, Dee Dee Bridgewater e Francesca Michielin.
A Tones Teatro Natura porterà il progetto legato al suo ultimo lavoro discografico “Mi giurano eternità”, nato da un percorso personale e artistico che mette insieme ricerca, voce, ritmo e una visione del jazz aperta alle contaminazioni.
Con lei anche Ruggero Fornari alla chitarra baritona elettrica, Antonio Falanga alla chitarra elettrica e Davide Strangio alla chitarra elettrica.
Una formazione che promette sonorità dense e contemporanee, perfette per chi ama un jazz capace di muoversi oltre i confini tradizionali.
Dopo il jazz, uno sguardo diverso sull’Ossola
Quando si spegneranno gli ultimi accordi, la serata non finirà lì.
Sabato e domenica, al termine dei live, il pubblico potrà restare ancora un po’ a Tones Teatro Natura per la proiezione del docufilm “Il tempo della montagna. ArchitetturAlpinA in dieci storie”, firmato da Francesca Molteni e Davide Fois.
Un viaggio per immagini tra luoghi, comunità e progetti nati lungo l’arco alpino, dove il rapporto tra architettura e territorio diventa il filo conduttore del racconto.
Tra le esperienze protagoniste c’è anche Tones Teatro Natura, nato dal recupero dell’ex cava di Oira e oggi diventato uno spazio capace di far dialogare paesaggio, cultura e spettacolo.
Insomma, dopo aver fatto lavorare le orecchie, toccherà agli occhi.
E devo dire che, per un Geco curioso come me, è un gran bel modo di chiudere la serata.
Il pass per Ossola in Jazz 2026
Per partecipare all’intero weekend di Ossola in Jazz 2026, il pass ha un costo di 31,50 €.
Un unico accesso per vivere il programma di sabato 5 e domenica 6 settembre tra jazz, contaminazioni, riletture sorprendenti e atmosfere che difficilmente si incontrano in una sala da concerto tradizionale.
E poi, diciamolo, ascoltare Beatles, Tom Waits e nuove sonorità dentro un teatro di pietra in Val d’Ossola ha già un certo fascino.
Le mie zampette hanno fatto i conti e hanno approvato.
Ai biglietti pensiamo noi
Per gli iscritti Goditilavita c’è anche una comodità in più: della prenotazione ci occupiamo noi.
Voi dovete soltanto decidere di esserci, prepararvi a una serata diversa dal solito e magari infilare nello zaino qualcosa di caldo per quando il sole saluta le montagne.
Il resto lasciatelo alla SPA del vostro tempo libero.
Io, intanto, ho già preparato zainetto, macchina fotografica e sombrero.
Ci vediamo a Oira?
Se tra un assolo e l’altro notate un piccolo Geco verde che segue il ritmo con la coda, avete trovato il vostro inviato speciale.
Sono io. 🦎🎷
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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