Nino: quando una brutta notizia cambia tutto
Dal 30 aprile arriva nei cinema Nino, il film d’esordio della regista francese Pauline Loquès. Un racconto intimo e delicato che parte da una situazione inaspettata per parlare, con semplicità, di scelte, relazioni e consapevolezza.
Ambientato a Parigi, Nino segue pochi giorni nella vita di un giovane uomo e riesce a toccare temi universali in modo diretto e sincero.
La trama: tre giorni per fare i conti con sé stessi
Nino sta per compiere ventinove anni quando, durante un normale controllo medico, riceve una notizia inattesa e sconvolgente: dopo tre giorni dovrà iniziare le cure per una grave malattia e prendere alcune decisioni importanti.
Ha davanti a sé pochi giorni, ma decisivi. Prova a capire cosa gli sta succedendo, a dare un senso, a trovare le parole per dirlo alle persone più importanti della sua vita, prima di entrare in una fase nuova e inevitabile.
Come se non bastasse, perde le chiavi di casa e si ritrova a vagare per la città. Parigi diventa così il luogo di un percorso inatteso, fatto di incontri, esitazioni e momenti sospesi, in cui ogni passo lo avvicina un po’ di più a sé stesso.
Nino e la realtà che arriva senza preavviso
Il senso di Nino sta tutto qui: nel momento in cui una cattiva notizia rompe l’equilibrio e costringe a guardare in faccia la realtà.
Non è tanto la malattia al centro del racconto, quanto quello che accade subito dopo la scoperta e quel tempo sospeso tra la diagnosi e l’inizio delle cure. È uno spazio difficile da raccontare, fatto di smarrimento, silenzi e pensieri che arrivano tutti insieme.
Il film restituisce questa sensazione con grande delicatezza, senza mai forzare le emozioni.
Quando la vita non può più aspettare
Molti film hanno raccontato la malattia e le reazioni alla sofferenza. Nino, però, sceglie un punto di vista diverso: si ferma prima, in quel tempo breve che separa la cattiva notizia da ciò che servirà affrontare.
È un momento delicato. Cosa succede quando un giovane riceve una notizia così improvvisa? Il primo impatto è spesso lo shock, quasi un vuoto. Poi arriva il bisogno di parlarne, di cercare qualcuno vicino. Ma non è facile: le parole non vengono, o sembrano sempre sbagliate.
E intanto si va avanti, spesso senza una direzione precisa. Si cammina, si attraversano luoghi familiari che all’improvviso sembrano diversi. È uno stato di sospensione, in cui ogni scelta sembra avere un peso nuovo.
Nino prova a raccontare proprio questo: non la malattia in sé, ma il momento in cui la vita cambia direzione e non si può più rimandare.
Le relazioni: ciò che resta quando tutto cambia
Durante questi tre giorni, Nino si ritrova ad interrogarsi sul rapporto con le persone che fanno parte della sua vita: la madre, il migliore amico, i legami che fino a poco prima sembravano scontati.
All’improvviso, ogni relazione acquista un peso diverso. Alcune si fanno più vicine, altre rivelano distanze inattese.
È proprio in questi incontri, spesso semplici, che il protagonista inizia a vedere più chiaramente sé stesso.
Lo stile di Nino: uno sguardo fatto di piccoli momenti
La regia di Pauline Loquès sceglie una strada precisa: raccontare senza forzare. Non ci sono grandi scene drammatiche, ma una successione di attimi, gesti e pause.
Nino è un personaggio chiuso, non dice tutto quello che prova. Ed è proprio per questo che il film lascia spazio allo spettatore, che si ritrova a leggere tra le righe.
Quello che il film Nino lascia
Con Nino, Pauline Loquès firma un esordio sensibile e vicino alla vita reale. In pochi giorni, il film racconta un passaggio importante: quello in cui si smette di rimandare e si inizia davvero a scegliere.
Dal 30 aprile al cinema, Nino è un invito a fermarsi e a chiedersi cosa conta davvero.
🎬 Scheda del film
- Titolo: Nino
- Regia: Pauline Loquès
- Paese: Francia
- Genere: Drammatico
- Uscita al cinema: 30 aprile 2026
- Cast: Théodore Pellerin, Jeanne Balibar, William Lebghil, Salomé Dewaels
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🦎 Il consiglio del Geco
“Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi!”… quante volte lo abbiamo sentito? E quante volte non abbiamo dato peso?
Nino ci ricorda che la vita, a volte, decide di accelerare al posto nostro. E quando succede, non sempre siamo pronti.
Forse non serve fare rivoluzioni. Ma una piccola cosa sì: quella telefonata, quella decisione, quel pensiero lasciato lì.
Il Geco suggerisce: meglio arrivarci un attimo prima … prima che sia la vita a scegliere per noi.
Articolo a cura di Marisan, per Goditilavita.it.
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