Milano Fashion Week, il Geco cambia guardaroba
Ci sono settimane in cui Milano cammina veloce. Poi arriva la Milano Fashion Week e persino attraversare una strada sembra richiedere un certo stile.
Dal 22 al 28 settembre 2026 la città torna a parlare la lingua della moda con le collezioni Primavera/Estate 2027. E questa volta, in mezzo ad addetti ai lavori, fotografi, modelle e tacchi che io non riuscirei a portare nemmeno su due delle mie quattro zampe, ci sarò anch’io.
Geco Gaudenzio, presente!
Sono arrivati gli inviti e, guardandoli tutti insieme, ho capito subito una cosa: più che un calendario della Fashion Week sembra un piccolo giro del mondo.
Asia Centrale, Cina, Oriente, Barcellona e Italia. Tutto concentrato in pochi giorni e, cosa ancora più sorprendente, senza dover pesare il bagaglio a mano.
Ho quindi preparato macchina fotografica, accredito e antenne. Per il guardaroba ci sto ancora pensando. Il verde mi dona, su questo non si discute, ma indossarlo da qualche milione di anni potrebbe essere interpretato come una certa resistenza alle nuove tendenze.
Prima tappa: moda tra locomotive e Leonardo
Martedì 22 settembre sarà una giornata da zampe allenate.
La destinazione è il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, con ingresso da via San Vittore 21, non lontano dalla Basilica di Sant’Ambrogio.
Confesso che l’abbinamento mi diverte.
Entrare in un museo che custodisce macchine, invenzioni, mezzi di trasporto e testimonianze della storia scientifica per andare a vedere cosa indosseremo – o sogneremo di indossare – nella primavera e nell’estate del 2027 ha qualcosa di irresistibile.
Passato e futuro sotto lo stesso tetto.
E poi c’è Leonardo. Se qualcuno ha passato la vita a immaginare cose che ancora non esistevano, credo possa concederci tranquillamente qualche ora di passerella.
Anche Milano e moda, del resto, hanno parecchie storie da raccontare fuori dai giorni della Fashion Week. Ne abbiamo avuta una bella dimostrazione visitando l’Armani Silos per scoprire Milano attraverso la storia della moda, dove gli abiti diventano quasi pagine di un racconto fatto di creatività, epoche e cambiamenti.
Alle 14 il Geco punta verso l’Asia Centrale
Il primo invito della giornata porta un nome che occupa quasi mezza agenda: Designers of Central Asia & Modest Fashion.
Appuntamento alle 14.00.
Io lo considero il mio primo viaggio del giorno.
Sulla passerella arriveranno firme e progetti provenienti da mondi che non capita tutti i giorni di osservare così da vicino. Per l’Asia Centrale sono annunciati Aida Kaumenova, Shakerbay e Kamalini; troviamo poi Reve per Synergy e Sa_Marail, Puti Tenk e Aynaeva per la Modest Fashion.
Ed è proprio qui che la mia curiosità gechesca comincia a lavorare.
Perché davanti a una collezione non voglio soltanto capire se un vestito mi piace. Voglio scoprire da dove arriva un’idea, quanto del luogo in cui è nata riesce a raggiungere Milano e cosa succede quando tradizioni e sensibilità lontane finiscono sotto gli stessi riflettori.
Quanto a me, sapete già come andrà: finirò con il naso quasi sulla passerella, cercando in un colore, in un ricamo o in un tessuto qualche pezzetto del mondo da cui è cominciato il viaggio.
Sono pur sempre un Geco da viaggio.
Custo Barcelona: impossibile mimetizzarsi
Alle 16.00 cambia tutto.
Arriva Custo Barcelona P/E 2027 e basta guardare l’invito per capire che qui il beige potrebbe sentirsi leggermente fuori posto.
Rosa, fucsia, disegni, energia, musica: già sulla carta sembra esserci voglia di farsi notare.
E Barcellona, in fondo, questo carattere ce l’ha nel DNA. Lo abbiamo raccontato anche nel nostro viaggio a Barcellona tra arte e Mediterraneo: una città capace di passare dalle forme impossibili di Gaudí al mare, dai quartieri storici alla vita contemporanea senza perdere la propria personalità.
Ora sono curioso di vedere quanta Barcellona riusciremo a riconoscere sulla passerella milanese.
Io, nel dubbio, terrò ben saldo il cappello.
Alle 18.30 percorriamo la Via della Seta
Niente taxi per l’aeroporto. Ci basta aspettare qualche ora.
Alle 18.30 l’agenda ci porta infatti in Cina con Yulin Cashmere – Silk Road · Cashmere Light, della Yulin China International Cashmere Collective.
Sono annunciati Sheepleader, Calvenn, Hongtai Cashmere e HBEH.
Cashmere, Via della Seta, Cina: a questo punto il mio cervello da viaggiatore ha già abbandonato definitivamente l’idea di trovarsi semplicemente davanti a una serie di sfilate.
Tre appuntamenti nello stesso edificio e tre spostamenti immaginari giganteschi.
Se qualcuno riesce a fare meglio in una sola giornata senza prendere un volo, me lo faccia sapere.
Io intanto battezzo ufficialmente il fenomeno: fashion lag.
Mercoledì 23, la bussola gira ancora
Il giorno successivo si torna al Museo della Scienza.
Alle 16.00 è in programma Oriental Fashion Collective P/E 2027.
Questa volta evito persino di provare a indovinare cosa vedremo. Preferisco arrivare, osservare e lasciarmi sorprendere.
È anche il motivo per cui questi appuntamenti mi interessano tanto.
Una Fashion Week vista soltanto attraverso fotografie di abiti rischia di perdere una parte del suo fascino. Essere lì significa invece osservare persone, atmosfere, dettagli, musica, reazioni e magari quel particolare apparentemente insignificante che alla fine diventa quello che ricordi meglio.
Il Geco, del resto, funziona così.
Guarda tutto.
E spesso finisce per interessarsi proprio a quello che stava succedendo mezzo metro più in là.
Il 25 settembre ci trasferiamo in via Manzoni
Venerdì 25 settembre cambia la geografia della nostra piccola Fashion Week personale.
Lasciamo via San Vittore e raggiungiamo via Manzoni 29, nel pieno centro di Milano.
Ad aspettarci c’è il Grand Hotel et de Milan, con due appuntamenti visitabili dalle 12.00 alle 18.00.
Nella Sala Puccini andremo a conoscere la nuova collezione Spring/Summer 2027 di Hanita.
Poco più in là, nella Sala Giordano, troveremo invece Deichmann con la collezione Made for Italy.
I Press Day hanno un ritmo differente rispetto alle sfilate e, lo ammetto, al Geco non dispiace affatto.
Si può osservare con maggiore calma, avvicinarsi ai prodotti, soffermarsi sui particolari e magari fare qualche domanda senza avere la sensazione che, nel frattempo, metà Milano stia già correndo verso l’evento successivo.
Rimane un problema.
Deichmann vende scarpe.
Io ho quattro zampe.
Preferisco non fare calcoli.
Milano, quando la moda esce dalla passerella
La cosa che mi interessa di più di questi giorni è proprio ciò che succede quando smettiamo di considerare la moda soltanto come una successione di abiti.
La Milano Fashion Week 2026 diventa anche un modo diverso di attraversare la città.
Ci spostiamo da Sant’Ambrogio a via Manzoni, incontriamo designer arrivati da lontano e torniamo in strade dove moda, architettura, turismo, cinema e vita quotidiana finiscono continuamente per incrociarsi.
Se poi tra una sfilata e un Press Day vi rimane un po’ di tempo, potete continuare a curiosare con le nostre visite guidate a Milano 2026. Tra gli appuntamenti c’è anche il Quadrilatero della Moda con Palazzo Morando: direi che, almeno geograficamente, più in tema di così è difficile.
E a proposito di moda che invade Milano, noi ci eravamo già divertiti a seguirne le tracce raccontando Il Diavolo veste Prada 2 tra cinema, moda e luoghi della città.
Duomo, Galleria Vittorio Emanuele II, Brera: quando Milano decide di mettersi in posa, evidentemente sa già dove trovare lo sfondo giusto.
Quanto a Miranda Priestly, continuo a sostenere che sia molto interessante.
Soprattutto osservata da lontano.
Questa volta il viaggio lo facciamo in passerella
Ecco perché nei prossimi giorni non voglio limitarmi a dirvi cosa è stato presentato.
Voglio raccontarvi che aria si respira alla Milano Fashion Week, cosa mi avrà sorpreso, quali dettagli saranno riusciti a fermare le mie antenne e quanto mondo troveremo nascosto dentro pochi giorni milanesi.
Partiremo dall’Asia Centrale, faremo una deviazione a Barcellona, seguiremo idealmente la Via della Seta fino alla Cina, guarderemo verso Oriente e termineremo tra le sale di uno storico hotel milanese.
Niente passaporto.
Niente check-in.
E soprattutto niente valigia da chiudere sedendocisi sopra.
Mi serviranno soltanto accredito, macchina fotografica e un paio di zampe particolarmente veloci.
Anzi, quattro.
Dal 22 settembre il Geco entra nella Milano Fashion Week.
Vediamo se sarà la moda a sorprendere me o se, alla fine, sarò io a sorprendere lei. 🦎
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
*************************************
Contributo in liberalità di 0,15 centesimi di euro al giorno per l’annualità, per l’iscrizione al Club di Gaudenzio e per nucleo famigliare (oppure 0,07 centesimi di euro per i singoli) CLICCA per connetterti e avere tutti i vantaggi riservati agli iscritti
Tutte le info le trovi sul “Chi Siamo” alla sezione “FAQ”
– Vuoi una videointervista su misura per il tuo esercizio o solo per far conoscere e condividere la tua passione? Gaudenzio ha tantissimi amici a cui piaceresti.
– Cerchi idee per il tuo tempo libero?– Non trovi il tuo spettacolo o concerto?
– Vuoi trovare ciò che cerchi ad un prezzo “esclusivo” per te e tutti i tuoi amici?
– Vuoi un pacchetto tutto incluso: viaggio, biglietto, hotel?



