Milano: stazione centrale e memoria al binario 21
La stazione centrale di Milano è molto più di un punto di partenza o arrivo: è un colosso che racconta storie, di partenze, arrivi, speranze… e anche dolori. Domenica 8 febbraio 2026, preparatevi a un viaggio che non si fa su rotaie, ma nella memoria e nella bellezza.
Un palazzo per i treni: la cattedrale del movimento
Eh sì, la chiamano proprio così: “la cattedrale del movimento”. Alta, imponente, elegante e… sì, anche un po’ vanitosa. Perché la nostra Centrale non è solo funzionale, è anche un tripudio di stili: eclettico, impero, déco e qualche tocco di futurismo che strizza l’occhio al progresso. Un progetto partito nel 1915, interrotto dalla guerra, ma finalmente completato nel 1931.
Nel frattempo, Milano cresceva. E la stazione, come una madre fiera, ne ha accompagnato ogni passo. Quando arrivi in piazza Duca d’Aosta e ti trovi davanti quella facciata lunga 207 metri, capisci che non stai per prendere un treno. Stai entrando in un pezzo di storia.
Facciate, piazze e simboli: parla la pietra
La visita guidata inizia dal livello più esterno: la piazza. Da lì si osserva la facciata principale e i due colossi alati di Armando Violi, alti 8 metri. Due cavalli in volo – mica roba da poco – che rappresentano il Progresso guidato dalla Volontà e dall’Intelligenza. Altro che scooter elettrico.
E non finisce qui: le decorazioni zoomorfe (aquile, leoni, lupe) strizzano l’occhio al repertorio fascista, mentre in alto, come in una squadra nazionale immobile, ci sono i simboli delle principali città italiane: il Toro di Torino, il Leone di Venezia, la Lupa di Roma…
Insomma, è come se l’Italia intera ti stesse guardando mentre entri per prendere il treno per Lecco.
Dentro la pancia del mostro: gallerie e miti moderni
All’interno, il viaggio continua tra la Galleria delle Carrozze e la Galleria di Testa. Qui, tra medaglioni dedicati a Edison, Volta e Marconi, ci si sente piccoli davanti ai giganti del sapere. Le pareti raccontano storie di industria, lavoro e progresso. E mentre cammini sotto le tettoie in ferro e vetro lunghe 72 metri, ti viene voglia di gridare “Ce l’abbiamo fatta! … anche se l’unico traguardo che hai è non perdere il treno”.
Ma ecco che la visita scende di livello – e non parlo di qualità. Si scende proprio. Verso il cuore nascosto della stazione.
Il binario 21: memoria sotto i binari
Ed è qui che il tono cambia. Perché sotto i piedi dei viaggiatori quotidiani, sotto ai binari, c’è una storia che pesa più di mille valigie.
Il binario 21 è un luogo della memoria. Da qui, durante gli anni bui della persecuzione, partirono i convogli che deportarono centinaia di ebrei e oppositori politici verso i campi di concentramento. Era un binario segreto, lontano dagli occhi, nascosto dalla fretta della città. Ora è il cuore del Memoriale della Shoah, un museo che non racconta solo il passato, ma ti interroga sul presente.
L’ingresso è sobrio, quasi timido, in piazza Safra. Ma una volta dentro, il silenzio parla. E lo fa forte. Ci sono i vagoni originali, le lettere, i nomi, le date. Ogni passo è un pensiero. Ogni parola è un nodo alla gola. Il Memoriale non mostra, ricorda. Non grida, sussurra. Ma quel sussurro ti resta dentro per giorni.
Una visita, due anime: bellezza e responsabilità
Questa visita guidata a Milano è pensata così: in salita, dalla facciata monumentale fino al punto più basso, dove si raccoglie la memoria. È un viaggio architettonico, storico e umano. In tre livelli, come le coscienze: il visibile, il funzionale e l’invisibile che ti cambia dentro.
E proprio per questo è perfetta per un periodo come la settimana della Memoria. Perché la memoria non è una cerimonia, ma un esercizio. E la stazione centrale di Milano, con le sue contraddizioni, con il suo passato scomodo ma mai negato, è il luogo perfetto dove iniziare.
Informazioni pratiche per viaggiatori e pensatori
- 📅 Data: Domenica 08 Febbraio 2026
- 🕒 Ora: 10.45 (visita alle 11.00)
- 📍 Ritrovo: Ingresso BIGLIETTERIA principale, Piazza Duca d’Aosta
- 💰 Costo visita guidata: € 10,00
- 🎧 Microfonaggio: € 3,00
- 🎟 Biglietto Memoriale della Shoah:
- Intero: € 10
- Ridotto (studenti e over 65): € 5
- Pacchetto famiglia (2 adulti + 1/2 minorenni): € 22
Un consiglio dal Geco (e da chi ama la vita)
Porta con te una mente aperta, scarpe comode e magari un taccuino. Perché questa non è solo una visita: è un’esperienza. Si cammina tanto, ma si pensa ancora di più.
E ricordati: il progresso è bello, ma la memoria è necessaria. E se proprio vuoi farti del bene, dopo la visita, concediti un caffè nei dintorni con vista sulla stazione. Perché godersi la vita vuol dire anche fermarsi, osservare e… ricordare.
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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