RIP Resta in piedi a Milano: ridere della paura
Cari bipedi, ho una domanda seria. Ma seria davvero, di quelle che meritano una riunione straordinaria del Consiglio Supremo dei Gechi: vale la pena vivere fino a centovent’anni se per riuscirci dobbiamo rinunciare a tutto quello che ci piace?
Perché io, davanti alla prospettiva di trascorrere il prossimo secolo nutrendomi di semi, bevendo intrugli verdi e facendo ginnastica alle cinque del mattino, qualche perplessità ce l’avrei. E non poche!
Fortunatamente qualcuno ha deciso di affrontare l’argomento con il giusto spirito: quello di chi sa che, prima o poi, dobbiamo fare i conti con il tempo. Possibilmente senza trasformare ogni compleanno in una visita specialistica.
Dal 27 ottobre al 1° novembre 2026, alla Cavallerizza di Milano, arriva RIP – Resta in piedi, uno spettacolo che affronta la paura di invecchiare, l’ossessione per la salute e quella curiosa mania contemporanea di cercare su Internet la soluzione a qualsiasi problema.
Compreso il piccolo inconveniente di essere mortali.
RIP Resta in piedi: quando gli esami rovinano la festa
Il protagonista si chiama Alessio Pareggio, detto X. Un uomo che ha capito una cosa fondamentale: la vita non dovrebbe essere soltanto lunga, ma soprattutto larga.
E qui, cari bipedi, abbiamo già parecchi interessi in comune.
Alessio ama godersela. Non sembra particolarmente interessato a trasformare la propria esistenza in un interminabile elenco di rinunce, almeno finché un giovedì, apparentemente innocente, il medico gli comunica che i risultati delle analisi sono tutt’altro che rassicuranti.
Immaginate la scena.
Entri nello studio pensando magari di sentirti raccomandare qualche passeggiata in più ed esci con la sensazione che persino il tuo ultimo tiramisù possa essere utilizzato come prova a carico.
Io, personalmente, chiederei subito un secondo parere. Possibilmente a un pasticcere.
Alessio, invece, si spaventa sul serio. E da quel momento comincia la sua personalissima corsa verso la longevità, con una determinazione che probabilmente non aveva mai riservato neppure alle migliori intenzioni di Capodanno.
Dottor Google, abbiamo un problema!
Quando la paura prende il comando, Internet diventa un territorio pericolosissimo.
Basta cercare un innocente mal di testa per ritrovarsi, dopo tre clic, a organizzare mentalmente il proprio funerale.
Alessio si avventura proprio in questa giungla di consigli, ricette miracolose, esperti autoproclamati e guru che promettono di rallentare l’orologio biologico.
C’è chi suggerisce il digiuno, chi vende la giovinezza in capsule e chi sembra conoscere il segreto dell’immortalità. Naturalmente acquistabile con carta di credito.
Io avrei una proposta alternativa: mangiare bene, muoversi, ascoltare i medici veri e, soprattutto, smettere di credere che un tizio con due milioni di follower conosca personalmente ogni cellula del nostro organismo.
Ma sarebbe troppo semplice. E soprattutto ci perderemmo uno spettacolo decisamente divertente.
Pietro De Pascalis e l’arte di prendere in giro le nostre paure
A dare corpo e voce a questa tragicomica avventura è Pietro De Pascalis, protagonista del monologo scritto da Federico e Valeria Cavalli, con la regia della stessa Valeria.
La vicenda si sviluppa attraverso situazioni surreali, consulti medici decisamente poco tranquillizzanti e persino una voce che canta dal sifone della doccia.
Ora, io non vorrei sembrare eccessivamente prudente, ma se il mio scarico cominciasse a cantare, prima di rivolgermi a un medico chiamerei un idraulico. E forse anche un esorcista, giusto per non lasciare nulla al caso.
Eppure è proprio questa deformazione della realtà a rendere interessante il racconto.
Perché la paura sa essere una regista formidabile: ingigantisce i dettagli, trasforma un sospetto in una certezza e riesce a farci vedere catastrofi dove magari esiste soltanto un problema da affrontare con buon senso.
Il teatro, invece, può permettersi il lusso di mostrarci le nostre ossessioni dall’esterno.
E qualche volta ridiamo proprio perché riconosciamo noi stessi.
Charles Aznavour e una ricetta decisamente economica
L’idea dello spettacolo nasce da una frase attribuita a Charles Aznavour, il celebre chansonnier francese che, superati i novant’anni, raccontava di mantenersi in forma mangiando poco, nuotando quotidianamente e restando diritto.
Federico e Valeria Cavalli, fratello e sorella, hanno preso spunto da quelle parole per interrogarsi su una società che trascorre buona parte della giornata seduta.
Seduti in automobile, davanti al computer, sul divano. Spesso persino mentre cerchiamo online il modo migliore per diventare più attivi.
Una contraddizione meravigliosa.
Da qui nasce il significato alternativo di quelle tre lettere che normalmente non evocano pensieri particolarmente allegri.
RIP: Restare In Piedi.
Non soltanto fisicamente, ma anche mentalmente.
Non arrendersi alle abitudini, non accettare passivamente tutto quello che ci viene raccontato, conservare curiosità e voglia di cambiare.
Io aggiungerei una clausola: restare in piedi va benissimo, ma dopo un buon pranzo concedetemi almeno dieci minuti di digestione.
La Cavallerizza di Milano: un teatro vicino agli spettatori
Lo spettacolo va in scena presso MTM La Cavallerizza, in corso Magenta 24 a Milano, uno degli spazi delle Manifatture Teatrali Milanesi.
È un ambiente raccolto, dove la vicinanza fra interprete e pubblico valorizza particolarmente un monologo costruito su parole, espressioni e situazioni paradossali.
La Cavallerizza fa parte di una realtà teatrale che quest’anno propone un calendario ricco di appuntamenti. Noi di Goditilavita ne abbiamo già parlato nell’articolo dedicato a MTM Teatro Milano e ai 33 spettacoli della stagione 2026/27.
Se amate il teatro, dateci un’occhiata: potreste trovare altre occasioni per uscire di casa e lasciare finalmente riposare il telecomando.
Per ulteriori informazioni sulla produzione è disponibile anche la pagina ufficiale di RIP – Resta in piedi sul sito MTM.
RIP Resta in piedi Milano: date e biglietti scontati
Adesso arriva il momento in cui il mio spirito commerciale si risveglia. Tranquilli, non sto per proporvi un corso di respirazione quantistica!
Lo spettacolo è in programma fino a domenica 1° novembre 2026, con inizio alle 19:30.
La durata prevista è di circa 60 minuti, con posto unico non numerato.
E veniamo ai prezzi:
- Biglietto intero: 18 €
- Biglietto convenzionato: 17 €
- Risparmio: 1 € a persona
Lo so, cari bipedi, con un euro non compriamo una villa ai Caraibi. E nemmeno un caffè intero in molti bar milanesi.
Però mezzo caffè forse sì!
E soprattutto non mi sentirete raccontare che abbiamo inventato lo sconto del secolo. Abbiamo ottenuto una piccola convenienza e ve la proponiamo senza trasformarla in un miracolo economico.
Prenotazioni con il servizio Maggiordomo Goditilavita
Per usufruire della tariffa convenzionata, le prenotazioni passano attraverso il servizio Maggiordomo di Goditilavita, che raccoglie le richieste, verifica le disponibilità e fornisce le indicazioni per completare la prenotazione.
Voi scegliete la data, ci contattate attraverso il consueto pulsante dedicato e al resto pensiamo noi.
Perché anche organizzare una piacevole serata a teatro dovrebbe essere un’esperienza semplice, non una prova di sopravvivenza digitale.
Il consiglio di Geco: vivere di più o vivere meglio?
Sapete qual è la cosa che mi incuriosisce maggiormente di questo spettacolo?
Che dietro alle risate si nasconde una domanda alla quale nessun guru potrà mai rispondere al posto nostro.
Quanto tempo passiamo a preoccuparci della durata della vita, dimenticandoci di riempirla di esperienze?
Io non ho niente contro uno stile di vita sano, naturalmente. Anzi, correre dietro alla Bipede quando parte armata di macchina fotografica è già un allenamento olimpico.
Ma credo che la salute meriti attenzione, non ossessione. E che la paura di perdere qualcosa non debba impedirci di apprezzare quello che abbiamo.
Perciò il mio programma personale è semplice: continuare a muovermi, essere curioso, concedermi qualche sfizio e non prendere troppo sul serio chi promette l’eterna giovinezza.
RIP – Resta in piedi potrebbe essere proprio la serata giusta per riderci sopra e riflettere sulle nostre piccole, grandi paure.
E se alla fine dovesse venirvi voglia di cambiare qualche abitudine, benissimo.
Purché non cominciate eliminando il dolce.
Perché, cari bipedi, restare in piedi è importante.
Ma vivere sempre sull’attenti sarebbe una gran bella seccatura!
Il vostro Geco Gaudenzio, temporaneamente immune ai guru della longevità, ma non alle tentazioni della pasticceria. 🦎
Articolo a cura di Geco Gaudenzio, per Goditilavita.it.
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