Milano: Mostra Depero al Museo Bagatti Valsecchi
Un dialogo tra memoria rinascimentale e visione futurista
Ci sono luoghi che si attraversano come si attraversa un racconto prezioso.
Il Museo Bagatti Valsecchi è uno di questi. Varcare la sua soglia significa entrare in una casa che sembra sospesa nel tempo, dove soffitti intagliati, affreschi, arredi rinascimentali e luci soffuse costruiscono un’atmosfera raccolta e sorprendentemente viva.
Alla fine dell’Ottocento i fratelli Bagatti Valsecchi trasformarono la loro dimora in una raffinata interpretazione della Milano del Cinquecento. Non volevano soltanto collezionare opere: desideravano vivere immersi nella bellezza. Ogni ambiente è progettato come un insieme coerente, in cui mobili, dipinti e oggetti dialogano tra loro creando un’armonia continua.
Eppure questa casa, così profondamente ispirata al passato, era sorprendentemente moderna. Fu tra le prime dimore milanesi dotate di luce elettrica, riscaldamento e comfort avanzati per l’epoca, in un periodo in cui pochi potevano permettersi simili innovazioni. Tradizione e modernità convivevano già allora, e oggi rendono il museo il luogo ideale per un dialogo inatteso.
È proprio qui che accade qualcosa di sorprendente.
L’incontro tra Depero e la casa museo
Tra boiserie scolpite e dipinti antichi, oggi compaiono forme geometriche, colori vibranti, ritmi dinamici. È l’universo di Fortunato Depero che prende spazio e dialoga con la memoria. Nasce così Depero Space to Space. La creazione della memoria, una mostra capace di trasformare la visita in un’esperienza intensa e piena di meraviglia e bellezza.
Aperta dal 13 febbraio al 2 agosto 2026, l’esposizione nasce dalla collaborazione con il Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto ed è curata da Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico.
Le oltre quaranta opere, realizzate tra gli anni Trenta e Cinquanta, non sono collocate in modo neutro. Si inseriscono nell’arredamento storico, sostituiscono temporaneamente dipinti antichi, dialogano con tavoli intarsiati e pareti affrescate, creando contrasti vivaci o inattese armonie cromatiche.
Lo sguardo si muove dal Quattrocento al Novecento senza fratture. Il passato non viene oscurato: viene reinterpretato e integrato in modo coerente e armonioso.
In alcune sale un accompagnamento sonoro rende il percorso ancora più coinvolgente, mentre la rievocazione del ViBi Bar, progettato da Depero nel 1937, restituisce il lato teatrale e conviviale della sua creatività.
Chi era Fortunato Depero
Per comprendere davvero questa mostra, occorre ricordare chi era Depero.
Fortunato Depero nacque a Fondo, in Trentino, nel 1892 e morì a Rovereto nel 1960. Visse tra Rovereto, Milano, Roma e New York, attraversando alcune delle stagioni più vivaci dell’arte del Novecento.
Fu tra i protagonisti del Futurismo, movimento che celebrava velocità, energia e modernità. Ma Depero ne offrì una versione personale e visionaria. Non si limitò alla pittura: lavorò su scenografie teatrali, grafica pubblicitaria, arredi e oggetti d’uso. Credeva in un’arte capace di entrare nella vita quotidiana e trasformare gli spazi.
Con il tempo il suo linguaggio si fece più riflessivo, attento al valore della memoria e al dialogo con il passato. Ed è proprio questa maturità a rendere così naturale il confronto con una casa che custodisce la storia come esperienza viva.
Un’eredità che parla ancora oggi
Il nome di Depero è legato anche alla pubblicità. Negli anni Venti e Trenta collaborò con Campari, contribuendo a rinnovarne l’immagine con manifesti e progetti grafici di grande impatto visivo.
Celebre la bottiglietta del Camparisoda del 1932: compatta, geometrica, immediatamente riconoscibile. Un oggetto industriale trasformato in icona, esempio perfetto di come la sua creatività abbia saputo unire estetica e funzione.
In fondo, è lo stesso principio che anima questa mostra: l’arte non come elemento isolato, ma come parte integrante di uno spazio vissuto.
Eventi collaterali e approfondimenti
Accanto al percorso espositivo, il museo propone una serie di iniziative pensate per ampliare il dialogo con il pubblico.
Tea Talks
Conversazioni dedicate a Depero e al Futurismo, occasioni preziose per approfondire temi e opere in un contesto raccolto.
Museo oltre i Confini
Incontri e riflessioni nelle biblioteche di quartiere milanesi, per creare un ponte tra il museo e la città.
ViBi Bar Depero – L’aperitivo futurista
Un’esperienza che unisce visita e convivialità in un’atmosfera ispirata agli anni Trenta, evocando lo spirito teatrale e giocoso dell’artista.
Informazioni utili per la visita
Titolo: Depero Space to Space. La creazione della memoria
Dove: Museo Bagatti Valsecchi, Via Gesù 5 – Milano
Quando: dal 13 febbraio al 2 agosto 2026
Orari: da mercoledì a domenica, 10.00 – 18.00
Biglietti: intero 14 € – ridotto 10 €
Perché vale la pena visitarla
In queste stanze il tempo non si sovrappone: si intreccia. Le forme futuriste non interrompono il silenzio rinascimentale, ma lo attraversano con rispetto, trovando un equilibrio inatteso.
Visitare questa mostra a Milano significa assistere a un incontro raro, in cui passato e modernità si riconoscono e dialogano senza forzature. È un percorso che sorprende con discrezione e che, una volta usciti dal museo, continua a risuonare nella memoria.
Articolo a cura di Marisan, per Goditilavita.it.
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